Buongiorno anche a te!

Never argue with idiots... They bring you down to their level and beat you with experience. (Anonymous)

Happiness is not having what you want, but wanting what you have. (Anonymous)

I dare do all that may become a man; Who dares do more is none. ("Macbeth", Act I, Sc. VII - W.Shakespeare)

All we have to decide is what to do with the time that is given to us. ("Lord of The Rings", Gandalf quote - J.R.R.Tolkien)

If anything can go wrong, it will. (Murphy's Law)

πάντων χρημάτων μέτρον ἐστὶν ἄνθρωπος, τῶν μὲν ὄντων ὡς ἔστιν, τῶν δὲ οὐκ ὄντων ὡς οὐκ ἔστιν. (Protagoras)

Tanti Auguri!

Tanti Auguri!
Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

lunedì 28 dicembre 2009

Colibrì, orologi e tarantole.

Insieme ad un gruppo di amici arriviamo in una località di mare, per una vacanza.
Alloggiamo in una casa con vista sul mare, a pochi metri dalla spiaggia. Prendo subito possesso della mia camera, una bella stanza con le pareti colorate di giallo e i mobili azzurri. Colori pastello che danno subito l'idea del relax che ci attende. Ma, mentre apro la valigia sul letto, inizio subito a vedere che c'è qualcosa che non va. Il letto è disfatto e in terra c'è polvere e sporcizia. Faccio il giro del letto, per vedere se anche dall'altro lato è sporco e vedo che tra le coperte che cadono a terra e la parete sotto la finestra, lanuggine e cartacce la fanno da padrone. Inizio subito a raccogliere e pulire, non senza lanciare qualche imprecazione.
Mentre raccolgo un pezzo di carta, intravedo qualcosa peggiore di quanto visto finora: uno scarafaggio morto!
Con una delle cartacce lo raccolgo e faccio per buttarlo dalla finestra ma, prima di riuscirci, mi cade dietro un mobiletto azzurro e bianco che sta proprio sotto le ante della finestra. Con pazienza vado per spostare il mobiletto, quando mi accorgo che giusto sopra ci sono altre cose inanimate. Osservo meglio, e scopro che si tratta di piccoli uccellini blu. Ce ne sono almeno tre o quattro, sparsi un po' sopra il mobiletto e un po' sopra il davanzale. Finisco di spostare il mobile ma con mio stupore mi accorgo che non c'è più lo scarafaggio che mi era caduto.
Ne parlo con uno dei miei amici, il quale però è preso dai corpicini dei colibrì. Ne prendo uno in mano, per osservarlo meglio pure io, e capisco lo stupore e l'attenzione del mio amico. Il corpo del colibrì non c'è, o meglio, c'è ma è vuoto. I colibrì morti sono come dei sacchetti vuoti: c'è tutto l'esterno del corpo, ma sono vuoti all'interno. Ci allontaniamo spaventati dalla finestra e dai colibrì.
Cosa può essere successo?
Chiamiamo il resto degli amici i quali iniziano a ragionarci su. Alla fine, uno di loro, esaminando bene uno dei colibrì, ci fa notare che i corpi sono forati da un lato, e che secondo lui l'interno è stato succhiato via.
Si ma da cosa o da chi?
Uno dei presenti ci dice che può essere stato un ragno, una sorta di tarantola, ma che in teoria non dovrebbe essere presente in questa zona. Ad ogni modo iniziamo ad ispezionare la stanza. Dietro al mobile intravedo un oggetto. Mi abbasso, allungo il braccio e riesco a prenderlo. E' un orologio d'acciaio, con quadrante azzurro. E' molto sporco, quindi prendo uno strofinaccio e lo pulisco bene. Tornato lucido guardo meglio il quadrante e vedo che c'è raffigurato un puffo. Il bracciale è bello ed il quadrante simpatico, decido quindi di tenermelo e lo indosso. Poi finisco di disfare la valigia e sistemo un po' di t-shirt nei cassetti, tenendomene una con disegnato un delfino che salta tra le onde e il logo "Red Sea". Poi mi sdraio sul letto per rilassarmi un attimo. Tra le coperte ed il cuscino sento però altri oggetti. Sono altri due orologi: uno sempre d'acciaio, ma non molto bello, ed un altro con la corona gialla. Anche il bracciale è dello stesso colore ma la sua particolarità è che è fatto di stoffa impermeabile, con allacciatura a strappo. Guardo meglio il quadrante e vedo che si tratta di un Breitling. Mi tolgo l'orologio con il puffo e indosso questo. E' un po' pacchiano ma è impermeabile e visto che sto per andare a passare la giornata in mare è proprio quello che fa per me.
E poi è pur sempre un Breitling.
Mentre finisco di allacciarmi l'orologio, sento gridare uno dei miei amici. Hanno trovato una grossa ragnatela incastrata su un angolo del soffitto. E' come un grosso cono schiacciato, con un foro al centro, per permettere l'ingresso. Dal foro fuoriesce una zampa scura e pelosa... A quella vista decidiamo di abbandonare la stanza, raccolgo velocemente tutte le t-shirt, le infilo disordinatamente dentro la valigia, prendo anche gli altri due orologi e insieme ai miei amici scappiamo via.


Continua...

giovedì 5 novembre 2009

Il male

E’ un sorriso che fugge nel tempo,
una smorfia che pietrifica il ricordo.

Improvviso, inaspettato, non richiesto
devastante e sottile, ti assale
e riempie ogni secondo dei giorni che restano.

Improvviso, ma previsto, forse richiesto, scompare
rendendo vuoto ogni secondo dei giorni che vorresti. Continua...

martedì 13 ottobre 2009

Il riccio nella nebbia - Yuri Norstein (1975)


Delizioso.

Continua...

sabato 3 ottobre 2009

Pane e prosciutto.

Devo fare la spesa. Esco di casa, scendo in strada e mi dirigo al negozio di alimentari distante pochi metri. E' già tardo pomeriggio, la luce del sole filtra ancora tra i colori tenui dei palazzi. Arrivo al negozio, entro e sorpresa! il locale è semivuoto, non ci sono più tutti i banchi e gli scaffali che arredano e riempono gli spazi. Allineati lungo le pareti, imbiancate di recente, ci sono dei banconi ricoperti di pesce e i dipendenti, tutti allineati e in grembiule bianco, sono pronti sì a vendere, ma solo pesce. Esco, tra il disorientato e il deluso, ma non mi arrendo e mi dirigo ad un altro negozio di alimentari della zona. Arrivo, entro e... negozio vuoto, senza neanche il pesce. Riprendo la ricerca, terzo negozio, terzo locale vuoto. A dire il vero questa volta non è completamente vuoto. Al posto di scaffali e banconi, c'è un unico tavolo, molto lungo, con il ripiano all'altezza di circa un metro e sessanta. Sopra, una distesa di fette di pane o sfilatini tagliati a metà, con sopra degli affettati, prosciutto, salame, pancetta, capocollo. Sono lì, disponibili, gratuitamente. Intorno al tavolo una folla di persone che si accalca per prendere quante più fette di pane e affettati possibile, come se, in città non ci fosse più altra possibilità di trovare del cibo. Mi lancio anche io in mezzo e prendo due o tre fette di pane e prosciutto e pane e pancetta. Poi mi avvio all'uscita per tornare a casa.
Mentre sto per uscire incontro una signora, una collega con cui lavoravo nel mio vecchio ufficio. Ci salutiamo e iniziamo a parlare delle nostre relazioni. Lei sta con un uomo straniero, e mi dice che si stanno per sposare, perchè il suo compagno altrimenti rischia di dover tornare al proprio paese. Io invece le dico che, pur stando molto bene insieme, con la mia ragazza ancora non abbiamo deciso nulla riguardo al matrimonio. Poi la saluto, e incamminandomi verso casa, addento una fetta di pane e prosciutto.
Continua...

venerdì 25 settembre 2009

Presentazione Raduno Barchetta Club Italia

Presentazione del prossimo raduno del barchetta Club Italia, il 17 e 18 ottobre, in Campania. A cura di Fabio Iacuzzo

Continua...

martedì 15 settembre 2009

Il tallegato.

E' un pomeriggio di fine estate, e con un gruppo di amici percorriamo una via dell'immediata periferia cittadina. Il quartiere è stato abbandonato e lungo la strada troviamo i resti di quello che una volta era un chiosco, forse un piccolo bar oppure una rivendita di giornali. Sono rimaste in piedi solo le mura, due lati, il muro di sinistra e il retro. Il resto è crollato. Nelle piccole aiuole che costeggiano la strada non c'è altro che terra secca. Il cielo è parzialmente coperto di nubi, il che riflette su tutto un colore grigio chiaro.
La via finisce intersecando una strada principale. Attraversiamo l'incrocio per raggiungere un piccolo prato, o almeno, quello che ne resta. Il nostro furgone, un vecchio Citroen H bianco, è parcheggiato lì accanto. Ci mettiamo seduti a riposare e a osservare i resti del quartiere. Non c'è nessuno in giro, solo un paio di prostitute che si preparano ad affrontare una notte di lavoro. Sono decisamente molto truccate e vestite allo stesso modo: un piccolo top molto scollato, con il seno che fa capolino, una minigonna rossa, a portafoglio, aperta sul davanti a mostrare la "mercanzia", una striscia di pelo irto e setoloso, francamente disgustoso a vedersi, quasi fosse il dorso di un topo muschiato. Poi le prostitute si allontanano, e girandoci le spalle mettono in mostra il loro didietro: due natiche ornate ciascuna da una cresta punk, il prosieguo del "topo muschiato". Raccapricciante...
Io risalgo sul furgone, saluto gli altri e me ne vado. Faccio solo pochi chilometri, giusto il necessario per arrivare alla piazzetta dove un tempo sorgeva il mio vecchio ufficio.
Parcheggio. L'edificio è ancora lì e, come ad aspettarmi, c'è il geometra che lavorava al piano di sopra.
Vado a salutarlo, ci stringiamo la mano, ma poi la mia attenzione viene attirata da uno strano animale. Accanto ad una parete dell'edificio c'è il tubo di una grondaia che scende giù fino quasi a terra. Alla fine del tubo, attaccato tramite la coda, c'è una specie di grosso lumacone. Molto grosso in effetti, sembra quasi un gattone raggomitolato. Il tubo entra dentro la coda, come se l'animale si nutrisse di acqua piovana. Poi d'improvviso, la bestia si stacca dal tubo, e da sotto il corpo, alzandosi, escono fuori quattro zampotte. Ora l'animale è in piedi, sulle quattro zampe. Coda, corpo e collo sono quasi della stessa misura, e la testa è simile a quella di un grosso serpente, un anaconda o un pitone. Anche le zampe sono grosse, non come il corpo ma quasi. Le dimensioni sono comunque come quelle di un bel gattone. Non è ricoperto di peli e la pelle, di un colore tra il giallo ed il verde acido, è corrugata, mi ricorda la buccia di un melone giallo.
Lo strano animale non ha paura, anzi, mi guarda incuriosito. A quel punto chiedo al geometra che cosa diavolo sia questo strano essere.
"Ah, quello? è un tallegato, è un animaletto inoffensivo, anzi è molto affettuoso. Credo discenda dai salmoni e poi si è ambientato a vivere sulla terra. Se vuoi farlo divertire fagli sentire il suono delle campane."
Alzo lo sguardo e vicino all'edificio in effetti c'è un campanile. Premendo un tasto faccio partire il suono delle campane. Il tallegato si butta prima per terra, rovesciandosi più volte, poi, dopo una serie di balletti, si inizia a strofinare sulle mie gambe.
Il geometra aveva ragione, è davvero un cucciolotto affettuoso, anche se decisamente poco aggraziato. Le campane smettono di suonare, ed allora il tallegato a piccoli salti decide di allontanarsi e sparisce nei campi dietro l'edificio. Io saluto il geometra e risalito sul vecchio furgone me ne vado.

Continua...

giovedì 23 luglio 2009

"La Teoria del barattolo di maionese e dei due bicchieri di vino"

Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.

Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”

“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrae piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.
Continua...

LOST - Quanto manca alla prossima puntata

LOST PARODIES

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