mercoledì 27 agosto 2008

L'arte in piazza



Quest'estate sono stato a Parigi (in luglio) e in Maremma (in agosto). Sembrerà strano ma queste due vacanze (brevi) e questi due luoghi hanno avuto una cosa in comune: le opere d'arte di Niki de Saint-Phalle, in particolare due fontane realizzate dall'artista francese.
Infatti, a Parigi, dietro il Centre Pompidou, mi sono imbattuto nella "Fontaine des automates" realizzata da Niki de Saint-Phalle insieme al marito Jean Tinguely, scultore svizzero.
Durante la vacanza in Maremma, invece, ho visitato Capalbio. Qui, all'ingresso del centro storico, esiste un'altra fontana, chiamata "Nanà Fonatine" sempre creata dalla Saint-Phalle.
Non è una straordinaria coincidenza? soprattutto pensando che, da ignorante, non solo non conoscevo l'esistenza delle due fontane, ma neppure di Niki de Saint-Phalle (figuriamoci poi di Jean Tinguely).
Riguardando le foto, prima ho notato la somiglianza delle due opere, poi cercando sul web ho scoperto l'appartenenza alla stessa autrice. Bello! non solo non si finisce mai di imparare, ma è la conferma che viaggiare è una forma di arricchimento inesauribile. E poi in questi casi non si paga neppure un biglietto per ammirare delle opere d'arte. Le foto le potete trovare sulla mia pagina di Facebook, ma vi do un'anteprima qua sopra.

venerdì 22 agosto 2008

Lo voglio!!!!!!!!


Lo voglio!!! Appena rientro dalla vacanza all'Argentario vado immediatamente in libreria a comprarlo!
La recensione che ho trovato sul web recita:
"La prima, imperdibile guida per sopravvivere ai coglioni sul posto di lavoro. Colleghi e capi! In ogni ufficio ce n'è almeno uno: è statisticamente provato. Come identificarlo? Come scoprire il mistero profondo della sua abissale coglioneria? Come gestire quello che avete in ufficio e trasformare giorni d'inferno in spassose trappole per coglioni? Accertata ufficialmente questa piaga sociale che tortura milioni di impiegati, ecco gli strumenti, i trucchi, le dritte per difendersi da questo flagello. Diventa anche tu un serial killer di coglioni (in senso metaforico, casomai ce ne fosse uno che legge), leggi questa guida indispensabile e imparerari a lavorare con intelligenza insieme ai coglioni, vero e proprio logorio della vita aziendale! Potresti anche scoprire che il coglione del tuo ufficio sei tu, e redimerti..."
E' proprio quello che fa per me...

Cambiotti's Tomato Pie Cafè


Se vi trovate in vacanza a New York, o nei dintorni, allora fate una scappata in questo ristorante: Cambiotti's Tomato Pie Cafè. Dista circa 70 km dalla Grande Mela.


Il ristorante è di proprietà di un mio cugino americano, figlio del cugino (vero) di mia madre, che vive nel New Jersey, lo Zio Dave.
Specialità Italiane alla maniera americana. Mi sono ripromesso che al primo viaggio negli States vado a trovare i miei parenti e a cenare da Cambiotti's.

Operazione antistress

Gli ultimi giorni in ufficio sono stati abbastanza stressanti. Anzi, direi molto stressanti. Ma da oggi è iniziata l'operazione combatti lo stress!.
Questa mattina alle 8 ero già in cima ad un monte vicino Perugia a raccogliere more. Stasera uscita serale in cerca di un bel gelato. Infine domani mattina partenza per il mare, grazie all'invito di un amico.
Stamattina di buon'ora, dicevo, mi è passata a prendere la mia ragazza, e siamo andati a raccogliere more. Con lei il padre e una zia, che conoscevano un posto pieno di rovi. E infatti abbiamo trovato kili e kili di more. E' stata una bella mattinata, in mezzo alla natura, veramente rilassante, con in più un bel bottino di more, che ci siamo spartiti equamente. Ora mi ritrovo con un secchio di 4-5 kg che diventeranno ottima marmellata.
Stasera invece si esce, sempre con la mia ragazza, per regalarci un gelato. Con noi sua cugina con il ragazzo. Sì, lo ammetto, sono goloso.
E domani si parte. Un mio amico del barchetta Club Italia, Carlo, mi ha invitato a trascorrere qualche giorno nella sua casa a Orbetello. Per cui domani mattina raggiungo un'altra barchettista e insieme andremo fino all'Argentario. E lì relax completo, voglio passare il tempo a prendere il sole e nuotare, nonchè mangiare una bella frittura di pesce.
Ah, dimenticavo, tornerò un paio di giorni in ufficio la settimana prossima e poi via di nuovo 3 giorni al mare, questa volta in Romagna, ospite del mio amico Federico.
Questa si che è una bella settimana antistress!

mercoledì 20 agosto 2008

Ah, e c'è tutta sta gente?

Piccolo sfogo quotidiano.
Premessa:
Ieri mi comunicano che oggi sarebbe venuta nel mio ufficio una collega, per apprendere il lavoro. Già m'ero messo le mani tra i capelli, conoscendo il soggetto, persona incapace e lavativa. Ma tant'è....
Oggi:
Arrivo in ufficio verso le 8:00 e come sempre c'è già gente che aspetta. Apriamo al pubblico alle 8:30 ma le persone arrivano già alle 7:30, per arrivare per primi e per non perdere così la priorità acquisita.
Alle 8:30 apriamo, entrano i cittadini e io e i miei colleghi ci mettiamo al lavoro a testa bassa.
Poco dopo si presenta il soggetto in questione, guarda le persone e inizia a balbettare:"Ma... Ma... e... a che ora aprite al pubblico?"
La mia collega risponde:"Alle 8:30."
"Ah, e c'è tutta sta gente? e che vogliono a st'ora?"
"Guarda che è tutti i giorni così, è normale, vogliono certificati, carte di identità e altro."
"Ah, ma c'è troppo casino, e poi ho dimenticato il badge a casa."
"Beh, ci sono i fogli per le firme di presenza, sono lì., fimri che sei arrivata ora."
"Ah, no, vado a casa a riprenderlo".
Io e la mia collega ci guardiamo stupiti mentre la tipa esce dalla porta e sparisce...
Restiamo senza parole, mentre a testa bassa continuiamo a servire i cittadini.
Il soggetto, con tutta la sua incapacità e incocludenza ricomparirà solo verso le 10:00 passate, con tutta tranquillità, mentre nè io nè la mia collega ci siamo ancora mai alzati neppure per andare in bagno.
Stendo un velo su quello che è successo dopo, le domande inutili e le telefonate private, sempre mentre io e la mia collega continuavamo a lavorare...
Per la cronaca, l'incapace era venuta ad apprendere il lavoro perchè le verrà assegnata la responsabilità di un ufficio come il nostro.

venerdì 15 agosto 2008

Buon ferragosto!

Nonostante le previsioni qui c'è ancora il sole... Nell'augurare buon ferragosto, con il video di Robin Thicke e la sua "Magic", approfitto per dire che ho aggiornato il mio facebook con le foto del raduno a Monaco e del mio week-end a Parigi del mese scorso.
(sorry, ma YouTube non mi fa inserire direttamente il video, quindi fate click sul titolo del brano)

giovedì 14 agosto 2008

Siamo aperti interrottamente

Piccoli esempi di italiano maccheronico e burocratichese.
1
"Vorrei un certificato"
"Sì, un attimo che metto la passuart al piccì e arrivo"
2
"Che orari fate?"
"Siamo aperti interrottamente fino a le dieciottoetrenta"
3
"E' vero che la mia carta d'identità non scade più oggi ma vale 10 anni?"
"Sì, guardi è scita na legge per cui le carte valgono dieci anni, venghi che le faccio l'allungo"
4
"Per un atto notorio?"
"Qui, venghi che glie autentifico la firma"

passuart = password
interrottamente = ininterrottamente
a le dieciottoetrenta = alle 18:30
è scita na legge = è entrato in vigore un decreto legge
venghi che le faccio l'allungo = venga che le metto un timbro di proroga
venghi che glie autentifico la firma = venga che le autentico la firma

mercoledì 13 agosto 2008

Frittatone di cipolle Vs. Etilometro

La cosa divertente, e drammatica allo stesso tempo, è che c'è gente che ci crede.
Come sapete se uscite con gli amici e vi scolate una birretta media, se al primo controllo di polizia vi fanno l'alcool test supererete i limiti imposti, e così scatta la multa, partono i punti e patente.
Ecco allora un branco semi-sterminato di furbacchioni della domenica escogitare i classici rimedi della nonna per evitare di essere beccati (che poi, le nostre nonne, si bevevano pinte di birra e poi giù in auto a tutto gas?).
Se chiedete ad un vostro amico o fate un giro sul web troverete tante soluzioni fai da te: si va dal bicchiere di coca cola (che potere abbia non si sa), alla mentina (di marca, perchè conta anche la marca), all'olio d'oliva (perchè essendo più leggero fa da tappo). Le due soluzioni più belle però le ho sentite oggi. Il tipo racconta di due sistemi infallibili, provati e sperimentati.
Premessa, devi aver alzato il gomito, quindi devi tornare a casa o cambiare pub/bar/discoteca senza farti beccare dall'etilometro.
Primo rimedio: mangiarsi una banana.
Non è dato sapere i poteri taumaturgici di questo frutto equatoriale (il che lascia spazio a infinite risposte a doppio senso).
E su questa soluzione ho riso, ma neanche tanto. Dove invece mi sono piegato in due dal ridere è stato al secondo rimedio: mangiarsi un fagotto/sandwich alla fittata....
Per prima cosa preparare/acquistare un fagotto alla frittata. Successivamente mettere il suddetto fagotto nel cassetto portaoggetti dell'auto e così equipaggiati uscire per la serata. Dopo aver sbevazzato a destra e a sinistra, sulla strada del ritorno si viene fermati dalla polizia. A questo punto prelevare il fagotto dal cassetto e mangiarlo (anche di fronte al poliziotto). Sarete miracolosamente salvati dal potere della frittata.
Che dire... il mitico Fantozzi con la sua amatissima frittatona di cipolle non avrebbe avuto nessun problema con il "palloncino" dopo essersi tracannato l'altrettanto amata familiare di Peroni gelata...

sabato 9 agosto 2008

Classic Mini Raid. Perugia - Santarcangelo di Romagna - Monaco di Baviera

1752 km dopo. Parte terza.
Questa faccenda del raduno in Baviera è nata verso i primi di giugno, quando io e il Conte di Galciana abbiamo partecipato al 1° Raduno Autostoriche di Misano Adriatico.
Lì avevamo conosciuto il presidente del Mini Club Monaco e Stefano, minista italo-tedesco. I due, insieme ad altri 8 equipaggi, erano venuti dalla Baviera in Romagna, con appunto 10 Mini. La sera a cena gli avevamo chiesto se ci potevano regalare gli adesivi del loro Club. Con abile mossa pubblicitaria ci dicono che non li avevano con sè, ma se fossimo andati in Baviera alla fine di luglio, al loro raduno, ce ne avrebbero dati in quantità, perchè lì erano a casa e quindi non avevano problemi.
Detto fatto, partiamo.
La domenica mattina becchiamo subito il presidente, al quale, dopo i convenevoli, chiediamo gli adesivi. Con la scusa della lingua (cioè che non parlava italiano) ci fa capire di aspettare Stefano, il quale ci avrebbe accontentato.
E Stefano arriva. Stessa scena, stessa richiesta, stessa risposta. Variante: in italiano con accento bavarese ci dice che siamo i benvenuti, che possiamo fare e disfare come vogliamo, chiedere qualsiasi cosa, ma che per gli adesivi adesso ci penserà lui... e detto questo sparisce.
Verso metà giornata, torniamo alla carica chiedendo prima al presidente e poi a Stefano, ma il gioco dello scaricabarile prosegue e quindi niente adesivi...
Più tardi notiamo che ogni volta ci si incontra, i due o abbassano lo sguardo o cambiano strada.
Verso le 15, rifermiamo il presidente dicendogli che noi stiamo per ripartire, e quindi se per favore ci poteva dare gli adesivi. Ci dice, tradotto da un nostro amico, che ha mandato un socio a prenderli a casa, ma comunque di chiedere anche a Stefano, e sparisce. L'italo-bavarese stavolta ci dice di sederci e aspettare.
E qui vediamo che parte tutto agitato, blocca il presidente, insieme cercano un tipo alto grosso e con baffi neri. Spariscono per un po'.
Dopo circa mezz'ora ricompaiono con una grossa cesta di vimini, da cui spuntano delle foglie, e insieme a un ragazzone tedesco alto e grosso (senza baffi neri...) vestito da Scozzese, con kilt d'ordinanza e cornamusa.
I quattro vengono da noi, insieme a molti altri soci e alla proprietaria del ristorante che faceva da catering al raduno (una signora italiana, da noi ribattezzata La Wanda, del ristorante "Trattoria Lo Stivale").
Stefano, per conto del presidente, ci dice che sono stati onorati della nostra presenza e del fatto che abbiamo fatto così tanti km per stare con loro e volevano ringraziarci. Il presidente così ci regala due boccali in ceramica bianca con il logo del Mini Club Monaco, L'omone coi baffi neri invece ci da il cesto con le foglie, e Stefano ci spiega che è un loro omaggio. Il cesto contiene infatti prelibatezze tipiche bavaresi, tutte inevitabilmente in scatola o sottovuoto...
Dal cesto, Stefano tira fuori solo una scatola come esempio. La lattina contiene 4 wurstel bavaresi bianchi, dall'aspetto alquanto sinistro. Ci spiega che prima di mangiarli dobbiamo cuocerli nell'acqua bollente a 90° per 3 minuti, raccomandandosi che siano proprio 90 gradi e 3 minuti. Io e Federico ci guardiamo perplessi: sembra la procedura per la sterilizzazione.
Più tardi scopriremo anche gli altri prodotti tipici: wurstel e salsicce di vario genere, prosciutto cotto in scatola, un salsiccione con scritta "prodotto tipico Viennese", 6 bottiglie di birra di malto e una scatola di "Gulash Tipico Ungherese".
Dopo la consegna del cesto, Stefano prosegue dicendo che sempre per ringraziarci, il ragazzone col kilt suonerà per noi, con la sua cornamusa, una serie di brani tipici bavaresi. E infatti si mette sull'attenti davanti a noi, prende fiato e inizia a suonare musiche folkloristiche locali. In pratica un picchetto d'onore tutto per noi.
Siamo rimasti contenti ed emozionati. Certo, anche un po' preoccupati per i wurstel bianchi di Bavaria...
Ah, dimenticavo: ovviamente il tutto è stata un'altra abilissima mossa di marketing per non darci gli adesivi...

Scuse

Ore 11:40
Signora:"Buongiorno"
Impiegata:"Buongiorno, dica."
Signora:"Mi scusi, avevo un appuntamento alle 11:00, ma sa ho fatto tardi perchè ho il figlio esaurito."

venerdì 8 agosto 2008

Proprio come al cimitero...

Anni fà, nell'ufficio dove lavoravo, c'era una signora, che prestava servizio come usciera. Il suo posto di lavoro era una scrivania, sistemata nel corridoio d'ingresso.
La signora passava tutta la giornata seduta alla sua scrivania a leggere il giornale. La particolarità è che se ne stava con la luce spenta, al buio (infatti il corridoio non aveva finestre).
Di tutte le notizie del periodico, l'usciera leggeva solo le notizie di cronaca nera e gli annunci mortuari...
Durante la giornata sentivi la sua voce solo per lamentele, notizie di morti e "gufate" (in perugino "gufare" significa "portare jella").
Mi ricordo di due episodi in particolare.
Un giorno, mentre sbrigavo una pratica, mi scappa qualche colpo di tosse. E l'usciera subito: "Ah, che brutta tosse, non avrà mica l'influenza? sa, sul giornale dicono che questo è un brutto periodo, sono tutti influenzati... E poi, lo sa? non ci deve scherzare. perchè l'anno scorso con una tosse così c'è morto un mio cugino... aveva proprio la sua età..."
Un'altra volta, per cambiare aria nell'ufficio, apro la finestra e subito si spande per l'ambiente una bella aria fresca. Al che una mia collega fa :"Ah, che bell'arietta fresca!"
E l'usciera: "Eh sì, proprio come al cimitero..."

martedì 5 agosto 2008

Classic Mini Raid - Perugia - Santarcangelo di Romagna - Monaco di Baviera

1752 km dopo, seconda parte.
E' sabato sera e lasciata la Mini al parcheggio dell'hotel, andiamo a cena con la Turbo5 di Remo. Cena bavarese, con stinco di maiale, knodel e crauti e naturalmente birra, un litro a testa io e Fede, i nostri amici invece preferiscono la radler.
Dopo cena, caffè e whisky e passeggiata per il centro di Monaco.
Arriviamo ad un lussuoso albergo con una serie di auto da sogno in parata davanti all'ingresso . Ci sono due Mercedes S Klass 6.3 AMG, una Bentley Continental GT, una Porsche 997 Turbo Cabrio, ma su tutte spiccano una Lamborghini Murcielago LP640 nera con cofano motore in cristallo, una Rolls Royce Phantom Drophead Coupé (che è poi una cabriolet) grigio scuro opaco con cofano motore d'acciaio spazzolato e una Porsche Carrera GT argento. Sul cofano della Rolls, Remo dice la sua: "Qvesto crosso affare per BMW, perchè risparmia su verniciatura cofano ma lo fa pagare come otional di 15000 euro". Si capisce che comunque siamo in una zona di lusso di Monaco perchè in pochi minuti passano lungo la via una Ferrari F430 Spider, una Aston Martin DB9 e una Mercedes SL. Ad ogni modo le auto in parata davanti all'hotel hanno tutte targa araba. E qui mi viene un pensiero: se io fossi il proprietario di una di quelle automobili, ad esempio della Murcielago, per dirla alla Fantozzi, mi turberei leggermente nel vedere i miei 300.000 euro di Lambo lasciati lungo una via molto trafficata invece che dentro il garage dell'albergo...
Domenica mattina.
Doccia, colazione e si parte per il raduno. Impostiamo Jennycastellani sul più vicino distributore di benzina e poi per Gröbenzell, paesino alle porte di Monaco dove ci attende il raduno di Mini.
Al benzinaio scopriamo con piacere che "Grace", la mia Mini, ha consumato poco, praticamente per il viaggio d'andata (autostrada e statale) ha fatto 16 km con un litro di super.
Arriviamo a Gröbenzell. Il raduno si svolge in pratica lungo una via chiusa al traffico, dove i partecipanti parcheggiano la loro Mini e poi si accomodano a bere una birra. Ci sono infatti una serie di tavolate messe a mo' di sagra, davanti ad un camion d'epoca che funge da distributore di birra.. Inoltre ci sono un paio di stand BMW MINI con t-shirt e oggettistica Mini in vendita. E qui si possono provare le nuove Mini, da quelle a gasolio alle Cooper S John Cooper Works da 210 cv.
La mattinata la passiamo a scattare foto e berci un boccale di birra (nota: la birra costa poco, mezzo litro 2,5 euro + 1 euro di caparra per il boccale).
Più tardi ci raggiungono Remo e Jutta e con il loro aiuto proviamo a farci dare una Cooper S Works. Il primo tentativo fallisce miseramente per colpa mia. Infatti quando la ragazza mi chiede la patente prima appoggio proprio davanti a lei il boccale vuoto e poi le do la patente. E, giustamente, mi fa notare che non può darmi una Mini se ho bevuto (io comunque nego l'evidenza...).
E così la Mini Works la prenota Jutta. Ci danno una Cooper S Works superaccessoriata, bianca con tetto nero, interni in pelle, navi, tetto apribile, più una serie di altre amenità che non so se siano di serie o a pagamento (clima, tasto sport, controllo trazione, ecc.). Remo ci dice che così messa dovrebbe costare sui 40 mila euro. Saliamo tutti e 4, Jutta parte sparata e cerca subito un po' di curve, dicendo "Qvesta è Works, qvindi devo lavorare" e si mette a ridere... Poi passa la Mini a Remo e qui vediamo all'opera un vero collaudatore... Alla fine dopo averla strapazzate (in senso buono) commente che "Zì, appastanza buona, però non è come mia Integrale" (l'ultima arrivata nella scuderia privata di Remo è una Delta 16v Integrale del '92).
Nel prossimo post vi racconterò la "macchietta" degli adesivi del Mini Club Munchen.

E non c'era nessuno!

Una signora entra in ufficio e dopo avermi chiesto cosa le serviva mi fa:
"Ah, guardi, meno male che siete aperti. Stamattina sono andata direttamente all'altro ufficio, quello della frazione qua vicino. Vado la perchè di solito non c'è mai nessuno... E lo sa? non c'era proprio nessuno!".

sabato 2 agosto 2008

Playlist di Agosto

Ecco i video del mese di Agosto.
Sette brani rap, dal genere disco all'hip-hop, passando per funk e r'n'b.
De La Soul, 2Pac, Dr.Dre & Snoop Dogg, Notorious B.I.G., Joe Bataan, The Sugarhill Gang, Kurtis Blow.
Ho notato nei mesi passati che la playlist si inceppa. Se dovesse succedere, cliccate sui link sottostanti il player.

venerdì 1 agosto 2008

Cimiteri e vecchiette terribili.

Mio zio stasera a cena raccontava di alcune vecchiette terribili. Della prima, che era sua Zia Annita, raccontava che usava spesso dire "pitela 'n culo!" per poi chiarire "Ah, mica non l'ho dico io, lo dice l'Annita di (e qui non ricordo il cognome)". Per specificare che non era lei la sboccacciata ma un'altra Annita.
Questa seconda Annita invece soleva essere un tipo precisino nonchè previdente, tant'è che un giorno, mentre si trovava al cimitero a spolverare e sistemare un po' la tomba del povero marito, si avvicinò un signore, anch'egli in visita, che nel cercare i suoi cari le diede un'occhiata distratta; così facendo gli cadde l'occhio sulla tomba sottostante quella del marito della signora Annita: la lapide era provvista di nome e cognome, fiori, fotografia e data di nascita ma senza data di morte. Osservando con più attenzione la fotografia esclamò perplesso: " Eh, ma questa io la conosco, la conosco, dove l'ho già vista..."
Mentre si poneva queste domande intervenne l'Annita: "La conosce sì, sono io!"
Il signore si girò verso di lei spaventato, credendo forse di vedere una morta ritornata dall'aldilà e invece la vecchietta continuò: "Vede, oggigiorno bisogna fare tutto da soli, sennò le cose chi me le fa? i nipoti? Ah, quelli non son buoni a niente. Per cui mi son già preparata la tomba, vede c'è tutto, ed è proprio sotto quella del mio caro marito".
Della terza vecchietta invece non conosco il nome. Anche lei previdente si era comprata un loculo al cimitero. A mio zio che ogni tanto ce l'accompagnava, un giorno disse: "Vedete, io vo to là" indicando il loculo (traduco: io vado li dentro). E mio zio "Ma no, che dite, voi non andate da nessuna parte."
La volta successiva ripetè: "Io vo to là!" aggiungendo "Però... mi sa che i fiori non ce li faccio mettere, uso quelli di mio marito che sta lì sopra".
Mio zio, sempre un po' scaramantico: "Aridaje, v'ho già detto che non andate da nessuna parte!"
Una terza volta, infine, dopo aver ripetuto dove sarebbe andata, fece questa considerazione:
"I fiori avemo detto de fa con quelli di sopra del marito. Ma lo sapete, io non ce faccio mette manco la luce, tanto non c'ho mica da rinfilà l'ago!"

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