mercoledì 25 luglio 2012

Cuore di luna


"Cuore di Luna" è il mio primo libro; una raccolta di poesie che raccontano l'amore e le emozioni che ho provato e provo ogni giorno. Sguardi, ricordi e paesaggi che si mescolano tra loro, entrano dentro di me e lasciano delle sensazioni... Quelle che poi ho messo giù nero su bianco. Per questo progetto editoriale devo ringraziare alcune persone, in primis Costanza Bondi e il suo Gruppo Letterario Women@Work (cercatelo su Facebook) che l'ha voluto fortemente. Il mio amico Manrico Scarpelli, scrittore livornese, che mi ha regalato l'introduzione. Ovviamente la Futura Edizioni (Fabio Versiglioni, Marcella Brizzi, Serenella e tutto lo staff). Poi devo ringraziare chi mi ha motivato, ognuno a suo modo: il mio amore Annika, le mie amiche e i miei amici, la mia famiglia. Per me è la realizzazione di un sogno. 

A tutti grazie.

Il libro è da questa settimana disponibile nelle librerie di Perugia e ordinabile in tutte le altre. Lo potete trovare anche sul sito della Futura Edizioni, da dove si può comprare online (il prezzo è 10 euro):


Un grazie anche a chi di voi lo leggerà. Spero che nel leggerlo si riescano a sentire le emozioni e le sensazioni che ho provato a descrivere, o anche, più semplicemente, che vi piacciano le mie poesie (che peraltro trovate anche su questo blog). 

Pier Giorgio

mercoledì 18 luglio 2012

Ovunque

Ovunque l'amore,
un bacio, una carezza,
un sorriso, uno sguardo
e infine, che gioia, gli abbracci.

Luccicanti,
due piccole perle rotolarono giù
su quella nuda terra
così giovane e fresca.

da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

venerdì 27 aprile 2012

E sognare di te


E sognare di te,
come di un paese 
lontano.

Turgidi seni 
in chiaroscuro,
sinuose gambe 
al crepuscolo.

Notte dopo notte,
mi perdo
tra ricordi sfocati.


da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

domenica 1 aprile 2012

Occhi, mani e labbra


Occhi, mani e labbra
Rubano emozioni
Giocano sulla pelle
Assaporano piaceri
Sospiri permeano l'aria
Mentre i corpi fondono
Occhi, mani e labbra.



da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

sabato 19 novembre 2011

Bulldog in gorgiera.

Il sole iniziava a prendere il colorito del tardo pomeriggio, quando le auto si ritrovarono davanti alla vecchia casa. La polvere si alzò un attimo dopo, agitata dalle ruote calde, mentre uno ad uno i ragazzi uscirono dalle automobili scure. Ognuno di noi si mise d’accordo per il breve viaggio che avremmo affrontato di lì a poco. Io scelsi di andare con Steve per simpatia ma subito me ne pentii. Il suo mezzo di trasporto infatti era un vecchio Ape ammaccato, color grigio piombo. Lui entrò disinvolto, nonostante i quasi due metri d’altezza, e si mise al posto di guida. Il rumore della craniata sul montante dell’Ape fece rigirare e poi scoppiare a ridere tutti i presenti. 
“Non è niente” disse Steve, sorridendomi “le prime volte succede sempre, poi ci si fa l’abitudine”. 
Con una mano premuta sulla fronte dolorante, mi piegai fino a riuscire ad entrare nel trabiccolo a tre ruote, per poi sedermi accanto all'amico.
La automobili partirono tutte sgommando e questa volta la nuvola di polvere si alzò fino a far scomparire il sole. 
Steve diede gas, l’Ape accennò un’impennata e partì. Dopo qualche chilometro ci ritrovammo a percorrere una strada alberata che costeggiava un torrente. La strada iniziò a salire e il torrente quasi scomparve dalla nostra vista, salvo tornare a far capolino di tanto in tanto. Anche se gli altri ci avevano superato da un pezzo, l’Ape correva più di quanto pensassi ed anzi, ad un certo punto, complice la vicinanza, a tratti eccessiva, al dirupo che delimitava la strada, la sua velocità fece scoppiare in me un violento attacco di panico. Iniziai ad urlare a Steve di rallentare, anzi forse arrivai ad implorarlo di fermarsi! Vedevo il torrente in fondo alla scarpata avvicinarsi ad ogni curva, gli alberi farsi minacciosi contro la sottile lamiera del triciclo a motore. Steve scoppiò a ridere, facendosi beffe della mia paura: “Tranquillo, ancora un paio di curve e siamo arrivati.”
Ragione, aveva ragione… ma per completare in bellezza e farmi rizzare tutti i capelli in testa, Steve fermò l’Ape con una derapata così repentina che per poco non lo fece capottare.
Eravamo arrivati all'Anfiteatro. Così avevamo chiamato quel posto fin da quando ci venivamo da piccoli. Era un piccolo lago artificiale a forma di mandorla, con un’estremità leggermente allungata e più stretta dell’altra. Per due terzi del perimetro era circondato da colline che scendevano quasi a strapiombo, fino a lambire le acque. Le ripide pareti erano state colonizzate, probabilmente nel secolo scorso, ed erano ora ricoperte da casupole di pietra, come a formare un presepe. Il nostro lato era invece pianeggiante e da qui lo specchio d’acqua rifletteva la luce del sole dando al presepe un colorito giallognolo.
Sulla riva del lago, sedute a chiacchierare c’erano tre figure di donna, vestite di scuro, con il capo ricoperto da un fazzoletto. Sul principio non si curarono della nostra presenza, né noi di loro, del resto. Mi ero soffermato ad osservare il bacino, e tra le increspature mi accorsi della presenza di alcuni animali che stavano nuotando. Le loro schiene marrone chiaro spuntavano a tratti dall'acqua. Poi improvvisamente presero a saltare fuori, nella mia direzione, per poi rituffarsi. E qui la sorpresa. 
Erano dei cani, probabilmente di proprietà delle donne seduta a riva. Ma la cosa particolare, anzi davvero strana, era il tipo di cane: un bulldog inglese di base, certamente. Ma, attorno al collo la sua pelle si estendeva a formare come una gorgiera, un collare dispiegato, che ricordava quello di un clamidosauro. Nel balzare fuori dall’acqua verso di me il clamide faceva apparire il cane molto più grande della realtà. Superato lo stupore iniziale e visto anche che in fondo i cani stavano giocando allegramente, la mia attenzione tornò sulle figure femminili. Una di loro si girò verso di noi, togliendosi il fazzoletto dal capo e scoprendo così anche il volto. Ci salutò sorridendo, con un fare amichevole e confidenziale. “Non mi riconosci?” disse. Subito anche le altre si voltarono scoprendosi a loro volta. Allora ne riconobbi prima una, poi l’altra ed infine la terza. Erano le madri dei nostri amici, molto invecchiate a dire il vero, che erano venute a portare a passeggio i loro “clamidobulldog”.
“Presto, dobbiamo andare, è tardi” mi disse Steve, “lei ci sta aspettando per mangiare.” 
Appena finito di parlare mi prese sottobraccio e ci incamminammo verso una vecchia casa in pietra. Dentro la casa, ogni stanza era arredata con dei tavoli in legno scuro. Entrammo tutti, dividendoci per stanza. Io girai diverse stanze, fino ad arrivare a quella dove c’era chi ci stava aspettando. Era una signora molto anziana, forse ultracentenaria, piccola e ricurva su se stessa, vestita di nero. I capelli bianchi, legati dietro la nuca, fuoriuscivano dal fazzoletto nero che le ricopriva il capo. 
Non feci nemmeno in tempo a parlare con lei che tutti i presenti presero ad urlare. “Via! Via! Via! Dobbiamo scappare! Ci hanno scoperto! Stanno arrivando!!!”…
Non riuscivo proprio a capire il motivo di tanta agitazione, poi mi resi conto, non senza stupore, che in mano avevo un fucile e come me anche gli altri. Mi precipitai alla finestra e rimasi un attimo basito. 
Lo spazio pianeggiante davanti alla casa si stava riempiendo di uomini in uniforme, militari, poliziotti forse. Le loro divise blu notte oscurarono in un attimo l’Anfiteatro. Nel buio creatosi i bottoni dorati sembravano una pioggia di stelle cadenti. 
Dal canto nostro, ci preparammo ad affrontarli, visto che ormai ci avevano circondato ed era impossibile fuggire. Come gli altri, mi tolsi la giacca e mi sbottonai la camicia. Rimanemmo tutti a torso nudo, ed uscendo fuori la luna illuminò la muscolatura possente che ciascuno di noi sembrava improvvisamente avere… pettorali e addominali scolpiti, bicipiti e tricipiti gonfi.
Poi si trasformò tutto in una sorta di videogame. 
Da una parte le divise blu che scendevano dalle colline circostanti come un unico blocco, dall'altra noi che, ad uno ad uno, fucile in mano a mo’ di bastone, ci schiantavamo contro i militari facendoli saltare in aria. Lì per lì la cosa sembrò funzionare e per un po’ resistemmo. Poi dall'alto dell’Anfiteatro scesero ancora più soldati ed in un attimo fummo sommersi dal blu notte delle uniformi. 

giovedì 13 ottobre 2011

Nuova linfa


Sei olio, che avvolge
la pelle mia, arida.

Nuova linfa, che penetra
i pori miei, asciutti.

Fuoco, che accende
l’anima mia, spenta. 



da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

martedì 17 maggio 2011

L'acchiappapasseri.

"Scusateme ve'... me posso mette a sede?"
"Certo, buongiorno, si accomodi."
"Ah, sì, bongiorno.. Ve volevo chiede na cosa, ma prima vo da fa na premessa, che io per tutta la mi vita ho girato l'Italia nsu e ngiù, col camion, ha capito?"
"Sì... prego, mi dica."
"Ah io vede, nnel sa manco le' quanti chilometri ho fatto. E nn me mai successo gnente."
"Beh, bene no?"
"Ecco, arivato a st'età, vede, tenga st'arsumijo, la vede la data, ha visto quanti ce n'ho?"
"Eehh... complimenti, se li porta bene i suoi 84 anni."
"E già, però me mantengo bene, so svejo come n ragazzino ancora. Beh, le nce crederà da quando giro ncla machina del mi fiolo è già la seconda volta che me fregono!"
"Ehm... che le è successo?"
"Vede, vede che m'honno scritto. Eee nm'honno arlevato i punti da la patente? Je piasse n bene ta loro, accidenti!"
"Si, le hanno tolto 6 punti, ma prima non aveva mai commesso infrazioni al codice della strada e quindi aveva 6 punti in più. Quindi è tornato a 20, come se non fosse successo nulla."
"Aaahhnn'è successo gnente?? E come no! E' ver che era giallo e io so ariveto e l'ho sforzato, quil sì, ma mannaggia sta majala, ormai ero tlì, l'ho sforzato n pochetto, che ne sapevo io che c'era quil diavlo, quil'acchiappapasseri... e tac! m'ha fatto na foto!"
"Si, col rosso scatta subito la macchina fotografica..."
"Ma che rosso, io ho visto sol tal giallo, pu ero tlì sotta e l'ho dovuto sforzà!"
"Si, ma questa vedo che già l'ha pagata e le hanno tolti i punti, oggi che è venuto a fare?"
"Alora nn m'ascolta? Je l'ho ditto che me fegon sempre ncla machina del fiolo. Scolti: er gito al'ASL a fa nn'analise, pu quando che so scito da tlì ho arpreso la machina, quista del fiolo, e ho fatto p'argì a chesa. E tacchete, ho sforzato de poco n'altra volta e anche tlì c'era n'altro de sti chiappapasseri maledetti, che porcamajala tutti ta me? Mica nlevo sforzato tanto stavolta!! Ma nce stato gnente da fa, l'acchiappapasseri m'ha preso n'altra volta, e adè m'è arivato quisto, lvè, che c'ho da fa adè?"
"Vediamo... Questo è un verbale per essere passato col rosso e questa è la comunicazione dati del conducente. Lei mi lascia questa comunicazione, dove dichiara di essere lei alla guida e poi va alle poste a pagare la contravvenzione. Le toglieranno altri 6 punti."
"Che?? M'arlevono i punti n'altra volta?? Ma nnl'evon già caveti prima? E quanti ci ho adè?"
"Beh, era a 20, adesso scende a 14, ma sono comunque tanti e se fa il bravo le ritorneranno a 20."
"Si, si e però nva bene cossì! Sti chiappapasseri avronno da levalli, si uno è tlì e ha da sforza n pochetto mica pole sta a pagà tutti sti soldi! Ma tanto è la machina del mi fiolo che me frega, quando che giravo col camion nnm'era mai successo."
"Già"
"Ecco, tenga. I so a posto?"
"Si questa è la ricevuta."
"Bene, Grazie l mi cocco, arvedecce."
"Arrivederla."

mercoledì 19 gennaio 2011

E' Bisale.

E' Bisale...

Per noi è come si fosse Natale,
la nebbia tuquì nn'arsale,
ma che ce frega, noi magnamo l'cignale,
fino a stacce tutti male!

Bisale è finalmente arivato,
qualcun per du giorni ha digiunato,
qualcuno addirittura nn c'ha dormito,
qualcuno a mezzanotte avrà brindato!

Evviva il Nostro Messia,
che tutte le feste porta via,
altre che l'Epifania,
e mo ncumincia l'carnevale
e lverso x magnà ltrovamo uguale,
anche si passa l'nostro Bisale!

POPBR

lunedì 13 dicembre 2010

Non è che


Non è che un’emozione,
gorgoglio di lacrime,
che agita la pelle.

Non è che un profumo,
nebulosa di sensi,
che pervade l’anima.

Non è che un ricordo,
rimanenze di sogni,
che riempie il cuore.


da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

Come lanterne al vento

Lontano il tempo
in cui gli occhi 

tremolanti,
ti brillavano
come lanterne al vento.

Lontani i giorni
in cui il sorriso
risplendeva,
invitante
come un faro nel buio.



da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

Nel silenzio del borgo


Giochi di luci e ombre
delineano i tuoi seni,
suadente e improvviso
il tuo corpo m’avvolge,
nel silenzio del borgo. 

Guglia di luce e ombra
che affiori nella notte
improvvisa e maestosa,
ricorda! Fu amore,
nel silenzio del borgo.



da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

lunedì 29 novembre 2010

L'inverno dei quaranta.


E' appena uscito il nuovo libro di Paolo Melis - scrittore perugino, nonché mio amico - "L'inverno dei quaranta", edito da Ed. Albatros. Richiedetelo nella vostra libreria di fiducia, e intanto eccone un assaggio...

La crisi della SIR – TEC, azienda produttrice di termostati per importanti gruppi industriali, scompagina i rapporti in una piccola città romagnola. Al rapido declino assistono impotenti due quarantenni, Jonathan, abile venditore e Marco, controller preciso e scrupoloso. Costretto a chiudere in fretta e furia lo stabilimento in Romania per il calo delle produzioni, Marco rientra in Italia proprio il giorno in cui una denuncia anonima sembra dare il colpo di grazia alla ditta. Ha con sé il “process verbal de inspectie”, con quale si sancisce la trasformazione della fabbrica in un centro commerciale, e una valanga di ricordi dei molti mesi passati tra le pietre fredde e lucide di Brasov.
Un misterioso finanziere, il capitano Balducci, mezza età, capelli grigi e folti, pochissime parole, si presenta una mattina ai cancelli della fabbrica. Rimane spesso in silenzio, fa poche domande e osserva quello che riesce a osservare. Poi risale in macchina senza comunicazioni, senza sigilli, senza niente, lasciando solo la sensazione di una fine prefigurata.
E tuttavia a qualcuno viene in mente di tentare:
“Che cos’è la crisi poi, se non una sommatoria di crisi alle quali ognuno è chiamato a rispondere come può? Noi stavamo facendo la nostra parte per salvare una fettina del ben più esteso culo di cui facciamo parte”…

mercoledì 24 novembre 2010

Ipse dixit... appunti di strafalcioni, proverbi e improvvisazioni vare

"Qualcuno di voi mi conoscono."
"E' meglio essere fessi che sindaci."
"I nostri dirigenti evacuano."
"Dovete crociare dove c'è."
"La trattazione è un po' a volo d'uccello."
"E' come la pelle dell'elefante: la stiri come te pare."
"Oggi co sta velocità se salti 1 o 2 generazioni di soft sei fregato."
"Per azzeccarci la metà dobbiamo sbagliare 3 volte."
"Lo dico senza plaggeria di sorta."
"E' un po' come fare a cappellate coi passeri."
"Tre donne e un gatto, il mercato è fatto."
"Carta canta villan dorme."
"Scusate... entrano ed escono persone strafighe col cappotto... non credo che vadano al bagno qui dietro."
"Quiste son quasi come le oche del Campidoglio: sol che quille facevon scappì i ladri, quiste li fanno nì!"

venerdì 29 ottobre 2010

Inconsistente

Inconsistente,
scivola tra le dita
il ricordo della tua pelle.

da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

mercoledì 16 giugno 2010

Profumo di poesie.

E' in vendita sul sito della casa editrice Boopen, "Poeti d'Italia - Profumo di Poesie" una antologia curata da Roberto Russo. Si tratta di una raccolta di oltre 100 poesie scritte da 32 autori italiani. Tra questi c'è anche il sottoscritto, con due poesie. Chi fosse interessato può andare sul sito della Boopen (http://www.boopen.it) oppure cliccare direttamente al link dell'opera, QUI.
Il prezzo di copertina è di 8 euro.

martedì 15 giugno 2010

La ragazza con il sellino.

"Ignara di sguardi indiscreti alle spalle, conversa con amici di chissà quali vissuti momenti.
Sandali con zeppa calibrata, creano la giusta misura al sellino affusolato della bici che sostiene il corpo snello, fendendo lievemente tessuto e carne così da creare un piacevole “belvedere”.
Noi, come dive in primo piano, siamo in posa per essere immortalate da un obbiettivo mendace e la nostra immagine, sfumata, lascia il posto allo sfondo intrigante della piazza di Lodi laddove, con malcelata innocenza, sono puntati occhi e relative attrezzature.
Puntare, fuoco e via… per immortalare lo spettacolo di lievi movenze di un corpo sinuoso su questo oggetto immobile ma tremendamente vivo e invidiato da tutti. Noi donne, con sorriso abbozzato, complici di quel vagare maschile tra sogno e realtà, percepiamo bisbigli, sguardi, sorrisi che animano quei brevi attimi di fantasie fino a quando “qualcosa” si muove!
eppur si muove” saluta gli amici, candidi baci e poi pronta per la partenza; il sellino si sposta dolcemente e con egual eleganza si insinua finalmente tra le fattezza della fanciulla come una rondine che entra nel nido.
Un ovazione sommessa, educata ma pur sempre significativa accompagna la partenza e l’immagine svanisce, si confonde fra la folla ma sicuramente, come accade quando siamo insieme, qualcosa rimane.
Potevamo farvi una domanda ma sarebbe stata retorica; abbiamo capito che “vi era piaciuto”!"
"LA RAGAZZA CON IL SELLINO" by Le Donne degli Strani

venerdì 19 marzo 2010

Lo sconvolto ed altre amenità.

Nuova tariffa a zona.
Ieri mattina, in ufficio, squilla il telefono. Rispondo, e una signora, dall'altro capo del filo, inizia a chiedermi spiegazioni su come poter fare correttamente dei documenti. Mentre le spiego, la conversazione viene disturbata dai tipici problemi di linea delle telefonate fatte col cellulare mentre si è in auto. Perciò, un po' per questo motivo, un po' per non farle spendere troppi soldi, le dico che sarebbe meglio venire direttamente in ufficio. Al che lei mi risponde, in dialetto:"Sie me scusi ve', ma so ncol cellulare e sto gì a lavorà. Ma n' se preoccupi che potem parlà, che c'ho la tariffa ridotta fino a la stazione, e so tlì vicino."

Lo sconvolto.
Stamattina arrivo in ufficio e vedo che davanti alla porta di ingresso ci sono due anziane signore. E' presto e ancora non siamo aperti al pubblico, per cui la porta è chiusa. Mi avvicino per entrare e una signora mi fa:"E' chiuso." Vedendomi proseguire verso la porta mi ripete:"Guardi che è ancora è chiuso."
In quel mentre io tiro fuori le chiavi e apro la porta. La signora mi guarda e commenta: "Ah, ma lei è il padrone!".
Più tardi, una volta aperto l'ufficio al pubblico, le due arzille signore si accomodano una alla scrivania del mio collega e una alla mia.
Sono venute entrambe a presentare la stessa domanda per il bonus sul gas ma, mentre la signora che sto servendo ha tutti i documenti necessari a posto, l'altra ha dei problemi: la fattura del gas è intestata al defunto marito. E qui inizia un dialogo in dialetto tra le due anziane signore.
"Oh poretta me, e ade' come fò?" inizia a lamentarsi.
"Ha da fa' lo sconvolto!" interviene in suo aiuto la signora alla mia scrivania.
"Ch'ho da fè?"
"Lo sconvolto! Quando ch'è morto 'l mi marito io l'ho sconvoltate tutte, le bullette! Ha da fa' lo sconvolto pure lei!"
"Oh poretta me! e come se fa? C'avrò da mandà qualcuno laggiù che io nce vò che ho paura, tlì me metton sotto le machine!"
"Ce mandi 'l nipote e glie dica de fasse fa lo sconvolto così dopo artorna di qui e fa la domanda." Conclude la signora.
Io e il mio collega siamo rimasti in silenzio a gustarci la scenetta...

mercoledì 10 febbraio 2010

Sogni

Ogni giorno
creo bisogni,
che si perdono
ogni notte
nell’ignoto
dei miei sogni.

da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

domenica 31 gennaio 2010

Ti ho cercata

Ti ho cercata
nella calma di acque lacustri,
inebriato da seni procaci.

Ti ho cercata
nel grigiore di vie medievali,
rapito da gambe sinuose.

Ti ho cercata
nel mistero di paesi lontani,
sedotto da chiome dorate.

Ti ho cercata
nel rigore di palazzi reali,
ammaliato da sguardi sensuali.

Ti ho cercata
nella purezza di terre native,
stregato da glutei armoniosi.

Tra corpi lascivi
e romantici luoghi, invano,
amore, io ti ho cercata.

da "Cuore di Luna" di Pier Giorgio Cardoni, Futura Edizioni. Copyright©2012 - WOMEN@WORK

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