Oggi è accaduta una bellissima cosa, mi sono state dette delle parole che non sentivo più da molto, troppo tempo. E mi hanno reso felice. Un altro piccolo grande, immenso, tassello si è aggiunto al mio mosaico della felicità.
domenica 13 luglio 2008
sabato 12 luglio 2008
E' un rinnovo?
"Buongiorno, vorrei fare la carta di identità, è qui?"
"Buongiorno, si è qui. E' un rinnovo?"
"No, è la prima."
"Ok, mi dia un documento di riconoscimento?"
"Si, ecco, ho la carta di identità vecchia."
"Ah...".
"Buongiorno, si è qui. E' un rinnovo?"
"No, è la prima."
"Ok, mi dia un documento di riconoscimento?"
"Si, ecco, ho la carta di identità vecchia."
"Ah...".
venerdì 11 luglio 2008
Manca poco!
Giusto per riprendersi dal post precedente, francamente un po' triste e molto contorto...
Tra 5 giorni è il mio compleanno e tra 7 giorni si parte per le vacanze!!! E restano solo 3 giorni di lavoro! Olè!
Tra 5 giorni è il mio compleanno e tra 7 giorni si parte per le vacanze!!! E restano solo 3 giorni di lavoro! Olè!
Un uragano, quattro anni fà...
Ieri ho messo una nuova frase sullo spazio di benvenuto in questo blog, presa a prestito dal film "Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello", All we have to decide is what to do with the time that is given to us, che tradotta significa "tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare del tempo che ci è stato dato"...
...Sono alcune notti che non sogno più, o almeno non ricordo i miei sogni... in cambio penso molto e la mente torna indietro nel tempo. I miei pensieri vanno a come la vita cambia improvvisamente.
Spesso le persone, me incluso, vivono la propria vita con una tranquillità preimpostata, ovvero impostano la propria vita in modo da ottenere la tranquillità. Studi, lavori, amori, tutti scelti e organizzati per proseguire senza grossi problemi il proprio cammino.
Poi, all'improvviso succede qualcosa. Ci si sveglia una mattina ed è cambiato tutto.
I più fortunati se ne rendono conto e questo cambio è dovuto a loro (rimettendosi a studiare, cambiando lavoro, rivolgendo il proprio amore altrove), altri si trovano invece travolti dalla nuova situazione. Ed in questo caso, anche se non siamo stati noi a decidere di cambiare, bisogna svegliarsi in fretta e rendersi conto che non si può stare lì ad aspettare gli eventi, bisogna muoversi. Può anche non essere un cambio totale ma solo un passaggio ad un livello superiore, ma anche così bisogna muoversi.
Se poi, come nel mio caso, la vita prima cambia tutte le tue carte e poi ti porta ad un livello superiore, oltre a muoversi bisogna tirare fuori tutta la forza.
Quando l'uragano che mi ha travolto è passato, ho impiegato quasi un anno a capire cosa fosse successo, poi mentre impiegavo i mesi successivi a superare la cosa, venivo travolto da altre tempeste, per cui solo dopo un altro anno sono riuscito effettivamente a mettere in ordine la mia vita. Ed ho scoperto di avere forza e prontezza d'animo che non immaginavo.
Da allora, nonostante le acque si siano calmate (sono passati 4 anni), vivo in modo nuovo, senza impostare niente, non inseguendo la tranquillità, ma cercando solo la felicità momentanea.
Ed è mettendo insieme tanti piccoli tasselli di felicità che sorrido quando mi guardo allo specchio.
domenica 6 luglio 2008
Non è che la deve usare in auto, vero?
Il Conte mio amico non me ne vorrà se gli prendo in prestito questo aneddoto...
Negozio di ricambi e autoaccessori. C'è una autoradio in offerta speciale a 39 euro. Federico entra e chiede al commesso: "Buongiorno, mi da quell'autoradio lì in offerta?!"
"Ah certo" fa il commesso, ma poi si ferma e chiede "Non è che la deve usare in auto, vero?"
"Beh, sì" risponde Federico, un po' meravigliato ("è un autoradio" pensa " dove crede che la userò")
"Ah... allora no, non va, se la deve usare in auto non va bene.."
"E quindi che mi consiglia?"
"Guardi questa qua, per l'auto può andare bene, costa 79 euro."
"Ok, mi dia questa."
"Uhmm... Ma senta, non è che lei in auto fa dei viaggi lunghi?"
"Beh, sì, mi capita, infatti con un'autoradio mi passerebbero più velocemente"
"Ah, eh... no, allora questa non va bene... sa, dopo un po' di km comincia a non funzionare più molto bene... no questa non va."
"Senta, allora mi dica lei quella che potrei comprare."
"Guardi, ho proprio quella che fa per lei, certo è di categoria superiore, costa 249 euro, però per lei che va in auto e fa molti km è perfetta."
"Ok prendo questa, ma mi tolga una curiosità, l'autoradio da 39 euro, se non va bene per chi va in auto, a chi la vendete? Sa è pur sempre un'autoradio..."
Negozio di ricambi e autoaccessori. C'è una autoradio in offerta speciale a 39 euro. Federico entra e chiede al commesso: "Buongiorno, mi da quell'autoradio lì in offerta?!"
"Ah certo" fa il commesso, ma poi si ferma e chiede "Non è che la deve usare in auto, vero?"
"Beh, sì" risponde Federico, un po' meravigliato ("è un autoradio" pensa " dove crede che la userò")
"Ah... allora no, non va, se la deve usare in auto non va bene.."
"E quindi che mi consiglia?"
"Guardi questa qua, per l'auto può andare bene, costa 79 euro."
"Ok, mi dia questa."
"Uhmm... Ma senta, non è che lei in auto fa dei viaggi lunghi?"
"Beh, sì, mi capita, infatti con un'autoradio mi passerebbero più velocemente"
"Ah, eh... no, allora questa non va bene... sa, dopo un po' di km comincia a non funzionare più molto bene... no questa non va."
"Senta, allora mi dica lei quella che potrei comprare."
"Guardi, ho proprio quella che fa per lei, certo è di categoria superiore, costa 249 euro, però per lei che va in auto e fa molti km è perfetta."
"Ok prendo questa, ma mi tolga una curiosità, l'autoradio da 39 euro, se non va bene per chi va in auto, a chi la vendete? Sa è pur sempre un'autoradio..."
venerdì 4 luglio 2008
La Celestina di Fernando de Rojas nella letteratura inglese: traduzioni ed esiti.
Premessa.
Quando un'opera degli inizi del Cinquecento, conosce nel volgere di 10-20 anni un successo a livello europeo, non può non lasciare delle tracce, più o meno profonde, sulla letteratura contemporanea dei paesi vicini.
L'idea della nostra indagine è partita da questa affermazione: cercheremo quindi di individuare quali tracce e che esiti abbia lasciato la "Tragicommedia di Calisto e Melibea", opera che tutti conosciamo con il nome di "Celestina".
In particolare ci concentreremo sulla presenza dell'opera di Ferndando de Rojas in Inghilterra, limitandoci ad un periodo di tempo che va dal 1530, anno della prima traduzione, al 1707. Questo per due ragioni principali: è questo il momento di maggior successo, quindi quello in cui la "Celestina" esercitò - potenzialmente - l'influsso maggiore; l'altro motivo è che dai primi del Settecento la Tragicommedia sparisce dalla circolazione e non si avranno più sue traduzioni fino all'inizio del nostro secolo.
Abbiamo ritenuto opportuno, prima di iniziare la nostra ricerca, effettuare un breve studio preliminare dell'opera: un accenno alla cronistoria delle varie edizioni che si fecero dell'originale e alle fonti che ispirarono la realizzazione della Tragicommedia, nonchè un profilo - per quanto possibile, dato le poche notizie - dell'autore.
Ci aiuteranno a capire i perchè di certi adattamenti e a rendere più chiaro - ci auguriamo - il lavoro successivo.
Passeremo ad esaminare, quindi, gli esiti, praticamente immediati, che la "Celestina" ebbe in Spagna, con un succedersi di imitazioni e continuazioni. Il grande successo ottenuto in patria, ebbe come logica conseguenza un susseguirsi di traduzioni nelle principali lingue dell'epoca: italiano, francese, tedesco e inglese.
Non bisogna stupirsi se, tra le varie versioni, ve ne furono anche una in latino - lingua che era ancora molto usata tra gli scrittori e le persone di cultura - e una in lingua ebrea: ricordiamo, infatti, che non solo Ferndando de Rojas era ebreo - anche se fu costretto a convertirsi -, ma che uno dei temi trattati velatamente nella Tragicommedia si riallacciava proprio alla situazione degli ebrei nella Spagna della fine del Quattrocento.
Tratteremo poi, in modo più specifico, delle traduzioni e degli esiti che, nell'arco di due secoli, la "Celestina" ebbe in terra inglese. Cercheremo di capire perchè non fu semplicemente tradotta, ma ne vennero fatti degli adattamenti, a volte vicini, altre lontani dall'originale; vedremo come, nonostante pesanti critiche, conobbe un periodo di splendore che la porterà - argomento su cui ci soffermeremo nel capitolo successivo - fino alla biblioteca di Shakespeare. Su quale versione abbia messo le mani il grande genio inglese non è dato sapere, ma, attraverso le citazioni ed i riferimenti più o meno diretti al capolavoro di Fernando de Rojas, che si trovano in alcune delle sue opere, cercheremo di trovare una risposta.
Nella nostra indagine tutte le citazioni fanno riferimento al testo "La Celestina" edizione di Dorothy S. Severin, Catedra, Madrid, 1997.
Quando un'opera degli inizi del Cinquecento, conosce nel volgere di 10-20 anni un successo a livello europeo, non può non lasciare delle tracce, più o meno profonde, sulla letteratura contemporanea dei paesi vicini.
L'idea della nostra indagine è partita da questa affermazione: cercheremo quindi di individuare quali tracce e che esiti abbia lasciato la "Tragicommedia di Calisto e Melibea", opera che tutti conosciamo con il nome di "Celestina".
In particolare ci concentreremo sulla presenza dell'opera di Ferndando de Rojas in Inghilterra, limitandoci ad un periodo di tempo che va dal 1530, anno della prima traduzione, al 1707. Questo per due ragioni principali: è questo il momento di maggior successo, quindi quello in cui la "Celestina" esercitò - potenzialmente - l'influsso maggiore; l'altro motivo è che dai primi del Settecento la Tragicommedia sparisce dalla circolazione e non si avranno più sue traduzioni fino all'inizio del nostro secolo.
Abbiamo ritenuto opportuno, prima di iniziare la nostra ricerca, effettuare un breve studio preliminare dell'opera: un accenno alla cronistoria delle varie edizioni che si fecero dell'originale e alle fonti che ispirarono la realizzazione della Tragicommedia, nonchè un profilo - per quanto possibile, dato le poche notizie - dell'autore.
Ci aiuteranno a capire i perchè di certi adattamenti e a rendere più chiaro - ci auguriamo - il lavoro successivo.
Passeremo ad esaminare, quindi, gli esiti, praticamente immediati, che la "Celestina" ebbe in Spagna, con un succedersi di imitazioni e continuazioni. Il grande successo ottenuto in patria, ebbe come logica conseguenza un susseguirsi di traduzioni nelle principali lingue dell'epoca: italiano, francese, tedesco e inglese.
Non bisogna stupirsi se, tra le varie versioni, ve ne furono anche una in latino - lingua che era ancora molto usata tra gli scrittori e le persone di cultura - e una in lingua ebrea: ricordiamo, infatti, che non solo Ferndando de Rojas era ebreo - anche se fu costretto a convertirsi -, ma che uno dei temi trattati velatamente nella Tragicommedia si riallacciava proprio alla situazione degli ebrei nella Spagna della fine del Quattrocento.
Tratteremo poi, in modo più specifico, delle traduzioni e degli esiti che, nell'arco di due secoli, la "Celestina" ebbe in terra inglese. Cercheremo di capire perchè non fu semplicemente tradotta, ma ne vennero fatti degli adattamenti, a volte vicini, altre lontani dall'originale; vedremo come, nonostante pesanti critiche, conobbe un periodo di splendore che la porterà - argomento su cui ci soffermeremo nel capitolo successivo - fino alla biblioteca di Shakespeare. Su quale versione abbia messo le mani il grande genio inglese non è dato sapere, ma, attraverso le citazioni ed i riferimenti più o meno diretti al capolavoro di Fernando de Rojas, che si trovano in alcune delle sue opere, cercheremo di trovare una risposta.
Nella nostra indagine tutte le citazioni fanno riferimento al testo "La Celestina" edizione di Dorothy S. Severin, Catedra, Madrid, 1997.
Tesi di laurea
In alcuni post ho riportato brani e poesie che ho scritto in passato. Ovvio che non sono un poeta nè uno scrittore, ma come il 90% delle persone ho degli scritti nel cassetto. Per la verità di poesie ne ho ancora, e prima o poi riprenderò a pubblicarle. Ora invece mi sono riproposto di pubblicare un'altra cosa, di cui sono sempre l'autore, ed è questo il motivo della premessa. Volevo pubblicare la mia tesi di laurea (scritta in parte in inglese) su un opera letteraria spagnola di inizio '500. Si tratta de "La Celestina" di Fernando de Rojas. Perchè ho scritto in inglese una tesi su un'opera spagnola e non nella sua lingua madre? Beh, perchè mi sono laureato in lingua inglese, ma soprattutto perchè la tesi verteva sull'influenza che "La Celestina" ebbe sulla letteratura inglese contemporanea.
Non è che sia venuto fuori un capolavoro di tesi, ma comunque l'argomento è interessante. Perciò credo meriti la lettura. Però mi raccomando, non me la copiate spudoratamente, se siete interessati contattatemi, ne parleremo e vi dirò i riferimento bibliografici. Se seguite il blog la ritroverete via via, in vari post, raggruppati con la stessa etichetta di questo.
Iscriviti a:
Post (Atom)