Delizioso.
martedì 13 ottobre 2009
sabato 3 ottobre 2009
Pane e prosciutto.
Devo fare la spesa. Esco di casa, scendo in strada e mi dirigo al negozio di alimentari distante pochi metri. E' già tardo pomeriggio, la luce del sole filtra ancora tra i colori tenui dei palazzi. Arrivo al negozio, entro e sorpresa! il locale è semivuoto, non ci sono più tutti i banchi e gli scaffali che arredano e riempono gli spazi. Allineati lungo le pareti, imbiancate di recente, ci sono dei banconi ricoperti di pesce e i dipendenti, tutti allineati e in grembiule bianco, sono pronti sì a vendere, ma solo pesce. Esco, tra il disorientato e il deluso, ma non mi arrendo e mi dirigo ad un altro negozio di alimentari della zona. Arrivo, entro e... negozio vuoto, senza neanche il pesce. Riprendo la ricerca, terzo negozio, terzo locale vuoto. A dire il vero questa volta non è completamente vuoto. Al posto di scaffali e banconi, c'è un unico tavolo, molto lungo, con il ripiano all'altezza di circa un metro e sessanta. Sopra, una distesa di fette di pane o sfilatini tagliati a metà, con sopra degli affettati, prosciutto, salame, pancetta, capocollo. Sono lì, disponibili, gratuitamente. Intorno al tavolo una folla di persone che si accalca per prendere quante più fette di pane e affettati possibile, come se, in città non ci fosse più altra possibilità di trovare del cibo. Mi lancio anche io in mezzo e prendo due o tre fette di pane e prosciutto e pane e pancetta. Poi mi avvio all'uscita per tornare a casa.
Mentre sto per uscire incontro una signora, una collega con cui lavoravo nel mio vecchio ufficio. Ci salutiamo e iniziamo a parlare delle nostre relazioni. Lei sta con un uomo straniero, e mi dice che si stanno per sposare, perchè il suo compagno altrimenti rischia di dover tornare al proprio paese. Io invece le dico che, pur stando molto bene insieme, con la mia ragazza ancora non abbiamo deciso nulla riguardo al matrimonio. Poi la saluto, e incamminandomi verso casa, addento una fetta di pane e prosciutto.
Mentre sto per uscire incontro una signora, una collega con cui lavoravo nel mio vecchio ufficio. Ci salutiamo e iniziamo a parlare delle nostre relazioni. Lei sta con un uomo straniero, e mi dice che si stanno per sposare, perchè il suo compagno altrimenti rischia di dover tornare al proprio paese. Io invece le dico che, pur stando molto bene insieme, con la mia ragazza ancora non abbiamo deciso nulla riguardo al matrimonio. Poi la saluto, e incamminandomi verso casa, addento una fetta di pane e prosciutto.
venerdì 25 settembre 2009
Presentazione Raduno Barchetta Club Italia
Presentazione del prossimo raduno del barchetta Club Italia, il 17 e 18 ottobre, in Campania. A cura di Fabio Iacuzzo
martedì 15 settembre 2009
Il tallegato.
E' un pomeriggio di fine estate, e con un gruppo di amici percorriamo una via dell'immediata periferia cittadina. Il quartiere è stato abbandonato e lungo la strada troviamo i resti di quello che una volta era un chiosco, forse un piccolo bar oppure una rivendita di giornali. Sono rimaste in piedi solo le mura, due lati, il muro di sinistra e il retro. Il resto è crollato. Nelle piccole aiuole che costeggiano la strada non c'è altro che terra secca. Il cielo è parzialmente coperto di nubi, il che riflette su tutto un colore grigio chiaro.
La via finisce intersecando una strada principale. Attraversiamo l'incrocio per raggiungere un piccolo prato, o almeno, quello che ne resta. Il nostro furgone, un vecchio Citroen H bianco, è parcheggiato lì accanto. Ci mettiamo seduti a riposare e a osservare i resti del quartiere. Non c'è nessuno in giro, solo un paio di prostitute che si preparano ad affrontare una notte di lavoro. Sono decisamente molto truccate e vestite allo stesso modo: un piccolo top molto scollato, con il seno che fa capolino, una minigonna rossa, a portafoglio, aperta sul davanti a mostrare la "mercanzia", una striscia di pelo irto e setoloso, francamente disgustoso a vedersi, quasi fosse il dorso di un topo muschiato. Poi le prostitute si allontanano, e girandoci le spalle mettono in mostra il loro didietro: due natiche ornate ciascuna da una cresta punk, il prosieguo del "topo muschiato". Raccapricciante...
La via finisce intersecando una strada principale. Attraversiamo l'incrocio per raggiungere un piccolo prato, o almeno, quello che ne resta. Il nostro furgone, un vecchio Citroen H bianco, è parcheggiato lì accanto. Ci mettiamo seduti a riposare e a osservare i resti del quartiere. Non c'è nessuno in giro, solo un paio di prostitute che si preparano ad affrontare una notte di lavoro. Sono decisamente molto truccate e vestite allo stesso modo: un piccolo top molto scollato, con il seno che fa capolino, una minigonna rossa, a portafoglio, aperta sul davanti a mostrare la "mercanzia", una striscia di pelo irto e setoloso, francamente disgustoso a vedersi, quasi fosse il dorso di un topo muschiato. Poi le prostitute si allontanano, e girandoci le spalle mettono in mostra il loro didietro: due natiche ornate ciascuna da una cresta punk, il prosieguo del "topo muschiato". Raccapricciante...
Io risalgo sul furgone, saluto gli altri e me ne vado. Faccio solo pochi chilometri, giusto il necessario per arrivare alla piazzetta dove un tempo sorgeva il mio vecchio ufficio.
Parcheggio. L'edificio è ancora lì e, come ad aspettarmi, c'è il geometra che lavorava al piano di sopra.
Vado a salutarlo, ci stringiamo la mano, ma poi la mia attenzione viene attirata da uno strano animale. Accanto ad una parete dell'edificio c'è il tubo di una grondaia che scende giù fino quasi a terra. Alla fine del tubo, attaccato tramite la coda, c'è una specie di grosso lumacone. Molto grosso in effetti, sembra quasi un gattone raggomitolato. Il tubo entra dentro la coda, come se l'animale si nutrisse di acqua piovana. Poi d'improvviso, la bestia si stacca dal tubo, e da sotto il corpo, alzandosi, escono fuori quattro zampotte. Ora l'animale è in piedi, sulle quattro zampe. Coda, corpo e collo sono quasi della stessa misura, e la testa è simile a quella di un grosso serpente, un anaconda o un pitone. Anche le zampe sono grosse, non come il corpo ma quasi. Le dimensioni sono comunque come quelle di un bel gattone. Non è ricoperto di peli e la pelle, di un colore tra il giallo ed il verde acido, è corrugata, mi ricorda la buccia di un melone giallo.
Lo strano animale non ha paura, anzi, mi guarda incuriosito. A quel punto chiedo al geometra che cosa diavolo sia questo strano essere.
"Ah, quello? è un tallegato, è un animaletto inoffensivo, anzi è molto affettuoso. Credo discenda dai salmoni e poi si è ambientato a vivere sulla terra. Se vuoi farlo divertire fagli sentire il suono delle campane."
Alzo lo sguardo e vicino all'edificio in effetti c'è un campanile. Premendo un tasto faccio partire il suono delle campane. Il tallegato si butta prima per terra, rovesciandosi più volte, poi, dopo una serie di balletti, si inizia a strofinare sulle mie gambe.
Il geometra aveva ragione, è davvero un cucciolotto affettuoso, anche se decisamente poco aggraziato. Le campane smettono di suonare, ed allora il tallegato a piccoli salti decide di allontanarsi e sparisce nei campi dietro l'edificio. Io saluto il geometra e risalito sul vecchio furgone me ne vado.
giovedì 23 luglio 2009
"La Teoria del barattolo di maionese e dei due bicchieri di vino"
Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.
Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.
Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!
“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.
“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”
“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.
“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.
Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrae piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.
mercoledì 17 giugno 2009
Playlist del mese - Giugno 2009
Dopo il burrascoso mese di maggio, stavolta sono più tranquillo, al punto che ho scelto della rilassante musica classica. Tra questi brani, forse il più noto se non si è appassionati del genere, è l'Overture 1812 di Tchaikovsky, nota per essere nella colonna sonora di "V per Vendetta". Gli altri brani che ho scelto, sono di Mozart, Verdi, Rossini, Wagner, Beethoven e Chopin. Buon ascolto!
martedì 9 giugno 2009
Take Time - Trova il tempo
Take time to work:
it is the price of success.
Take time to think:
it is the source of your power.
Take time to play:
it is the secret of youth.
Take time to read:
it is the foundation of knowledge.
Take time to be friendly:
it is the road to happiness.
Take time to dream:
it hitches your soul to the stars.
Take time to love:
it is the source of joy.
Take time to laugh:
it is the music of the soul.
Trova il tempo di lavorare:
è il prezzo del successo.
Trova il tempo di riflettere:
è la fonte della forza.
Trova il tempo di giocare:
è il segreto della giovinezza.
Trova il tempo di leggere:
è la base del sapere.
Trova il tempo di essere gentile:
è la strada della felicità.
Trova il tempo di sognare:
porta la tua anima alle stelle.
Trova il tempo di amare:
è la fonte della gioia.
Trova il tempo di essere felice:
è la musica dell'anima.
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