venerdì 28 novembre 2008

Vampiri?

Notte fonda, buio totale. Dormo profondamente rotolandomi nel letto come al solito, passando da un cuscino all'altro. Ad un certo punto sento dei rumori provenienti dalla sala, ma non mi preoccupo. Infatti riesco come a vedere chi provoca questi rumori. Sono entrati due pipistrelli neri che, una volta in salotto, si sono trasformati in due persone, anzi per essere precisi, in due vampiri. Sono alti, magri e con un lungo mantello nero. Ma non sembrano essere lì per me, per cui io continuo a dormire tranquillo. Infatti i due esseri, iniziano dapprima a discutere tra di loro e poi a lottare ferocemente.

La lotta è violenta e intensa ma breve e senza vincitori... infatti ad un certo punto i due vampiri si colpiscono l'un l'altro e muoiono entrambi, scomparendo in una luce dorata.
E io riprendo a dormire beato. D'altronde mi dico, i vampiri non esistono e io starò sicuramente sognando.
Poco dopo però sento come dei passi felpati avvicinarsi in camera. Stavolta non mi pare un sogno e la cosa mi preoccupa un po'. Che sia entrato davvero qualcuno?
I passi si fermano proprio accanto al letto e io mi preoccupo ancora di più, anzi diciamolo pure, sono spaventato.
Poi accade una cosa ancora più strana.
Sento come un peso, un corpo che si appoggia al letto, sopra le coperte, per poi rotolarsi sopra di me, schiacciandomi con il suo peso, per passare all'altro lato. E' la stessa sensazione di quando qualcuno che dorme con te, che magari si era alzato nella notte, tornando, per fare prima entra nel letto dalla tua parte e poi ti scavalca per andare dalla sua.
Solo che stanotte con me non si è addormentata nessun'altra persona!
La sensazione è stata chiarissima, era il corpo di una persona che si è prima seduta, poi sdraiata e quindi si è rotolata sopra di me. Così netta che mi sveglio con un salto! i capelli li sento tutti dritti sulla testa e ho i brividi per tutto il corpo! accendo la luce, non c'è nessuno. Sono le tre meno un quarto.
Per un po' fatico a riaddormentarmi, ripensando ai vampiri... e se uno dei due fosse sopravvissuto all'altro?

giovedì 27 novembre 2008

Il video più visto del web

Su invito di un amico e spinto dalla mia curiosità ho finalmente visto anche io il video, pardon, il web-movie più visto e forse anche più scaricato dell'intera rete. Si tratta ovviamente di "Zeitgeist, the Movie", di Peter Joseph.
Zeitgeist: Spirito del tempo mantenuto spesso in tedesco come Zeitgeist è un'espressione, spesso adottata nella filosofia della cultura otto-novecentesca, che indica la tendenza culturale predominante in una determinata epoca. (fonte: Wikipedia)
Il video, disponibile sia in streaming dal sito ufficiale (che poi però si collega a VideoGoogle, dove viene ospitato il file vero e proprio), che scaricabile un po' ovunque, affronta tre tematiche principali. Meglio, non le affronta, quindi non ne disquisisce, ma semplicemente le attacca e cerca di smontarne la veridicità. Si parla quindi di religione Cristiana (solo di quella Cristiana); degli attentati dell'11 settembre 2001, mettendoli poi in relazione con altri fatti storici, tutti riferentesi agli Stati Uniti d'America, e in primis al Governo statunitense, in particolare contro Bush; infine si scaglia contro il potere dei banchieri, dei proprietari di mass-media e in genere di tutte le persone che in un modo o nell'altro stanno dietro le quinte a reggere le sorti del nostro pianeta. Tutte? no. Solo quelle statunitensi.

Benchè interessante il video non mi è piaciuto, perchè costruito, montato e realizzato in modo da risultare come portatore di luce e verità in un mondo di ciechi. Per aprire gli occhi però utilizza solo alcune notizie, alcune verità, senza volutamente citare notizie, fonti e versioni alternative. Il montaggio stesso è fuorviante, perchè partendo dalla confutazione della figura di Cristo e della intera religione Cristiana, realizzata, in modo semplice ma efficace, per far credere che l'intera faccenda sia una grossa bufala, mette lo spettatore in condizione di accettare con naturalezza le notizie che seguiranno nel film, così come sono proposte, in modo che venga poi spontaneo dire tra sè e sè "Cazzo, ma perchè non ci ho pensato prima!".
Una decina di anni fà ho lavorato per una società statunitense che opera nel settore del network marketing, per fare vendita diretta dei propri prodotti. Nulla da dire sulla qualità dei prodotti, ovviamente, ma lo scopo della Società era fare soldi. I video che ci venivano mostrati e i seminari con personaggi della società, attraverso i quali venivamo addestrati per vendere sempre di più, erano costruiti tutti, e sempre, con le stesse tecniche con cui è stato realizzato "Zeitgeist". E, come funzionavano seminari e video allora, così funziona questo web-movie. Tant'è che è diventato nel giro di un anno e mezzo uno dei video più visti al mondo (oltre 5 milioni di spettatori sul web).
Non mi metto qui a scrivere se Cristo sia o meno esistito, se il WTC sia stato tirato giù da dei dirottatori islamici o da degli agenti segreti statunitensi, o se davvero Murdoch, Rockefeller e compagnia bella intendano creare un unico stato a livello mondiale, infilarci un chip sottocutaneo e farci diventare tutti delle marionette al loro comando. E se qualcuno la pensa come gli autori del video, bene, sono contento, è giusto che ci sia gente che veda le cose in modo diverso e che le possa esprimere.
Scrivo solo che il web-movie in questione non mi è piaciuto ed è realizzato per imporre il pensiero degli autori, molto più di come ci vogliano imporre i propri pensieri gli oscuri signori a cui "Zeitgeist" si riferisce. E questo è una colpa, per me, grave.
Last but not least: chi è Peter Joseph?
mentre sul web si trova, anche a non volerlo cercare, il suo film, non si riesce a trovare una, che sia una, notizia su di lui.
Chi è, dove vive, che lavoro fa oltre ad aver scritto, diretto, prodotto e distribuito "Zeitgeist"?



mercoledì 26 novembre 2008

Aerei e vacanze al Cairo...

Due sogni, due storie.
Mi trovo in un hotel insieme alla mia ragazza. La camera è bella, grande, con un salottino, un bagno e la stanza da letto. Mi affaccio dalla finestra: siamo in pieno centro della capitale egiziana, Il Cairo. Sotto, la gente passeggia tra i vari banchi di un mercato rionale. Bussano alla porta della camera, vado ad aprire. E' un ragazzo che non conosco, gli dico che ha sbagliato sicuramente camera e lo invito ad andarsene. Chiudo la porta e torno nella stanza da letto. Poi sento dei rumori, torno all'ingresso e vedo lo stesso ragazzo. Allora lo prendo per un braccio e lo accompagno di forza alla porta, chiudendolo fuori. Ma dopo un po' la scena si ripete e allora, dopo avero portato nel corridoio, inizio a riempirlo di botte, tante, con violenza. Alla fine lo prendo, lo sollevo e lo scaravento fuori da una finestra. Il ragazzo cade nella strada, tra le bancarelle e resta steso in terra.
Poi rientro nella mia camera, racconto l'accaduto alla mia ragazza. Più tardi esco, vado a fare una passeggiata e mi ritrovo lungo il Nilo. Percorro un marciapiede accanto al fiume, che scorre lento, pieno di barche a vela. Arrivo fino alla fine dove le acque si congiungono al mare e la città finisce. E' il tramonto. E il sogno finisce.

Sto guardando la televisione. Improvvisamente un canale satellitare di notizie inizia a trasmettere un video in cui due aerei di linea stanno precipitando insieme. Sono scortati da due jet militari. Gli aerei di linea sono chiari, praticamente bianchi, i jet invece scuri, quasi neri. La cronaca dell'accaduto si protrae, dai due aerei esce del fumo nero, segno di un incendio a bordo. Il fumo proviene dai vari finestrini. Le notizie sono frammentarie, non si sa bene cosa sia accaduto. Poi qualcuno dice che i due aerei si sono urtati in volo. Però la cosa non convince perchè, benchè semi-avvolti nel fumo, sembrano intatti, senza danni esterni. La caduta prosegue, sempre sotto l'occhio delle telecamere tv e con i due jet di scorta. Si inizia a scorgere la terra, c'è una pista di atterraggio che però è sufficiente solo per uno dei due velivoli. Infine lo schianto. Il primo aereo si disintegra sulla pista di atterraggio, con pezzi che vanno ovunque. L'altro invece a lato della pista, provoca un enorme cratere, stretto ma molto profondo. Ma, stranamente, non c'è nessun rottame. La telecamere si rigira verso la pista di atterraggio, anche lì i rottami sono spariti e si è creata la stessa voragine nel terreno asfaltato.
Più tardi mi ritrovo all'interno di una fabbrica. Sto parlando con due persone, due uomini sulla 45ina. Sono i piloti degli aerei. Stanno parlando tra di loro, scherzando e ridendo, di come si siano prima accostati con i loro velivoli e poi allacciati con un cavo fino a scontrarsi. Continuano a scherzare, poi uno di loro due saluta ed entra in un grosso ascensore e scompare. L'altro resta solo, si inizia a preoccupare. Si sente una voce, è una suora. Chiama il pilota, avvisando che è tardi ed è ora di andare. A quel punto il pilota mi saluta e se ne va. Mi rendo conto che quelli erano i fantasmi dei due piloti, in attesa del loro destino.

lunedì 24 novembre 2008

Delusioni e critiche costruttive

Il senso è: sono rimasto deluso per qualcosa e muovo delle critiche a come è stata costruita una struttura. Devo anche riconoscere, mio malgrado, che con l'età sto diventando un gran rompiballe, però...
Sabato scorso io e Marta siamo andati al cinema, a vedere "The Orphanage". E siamo andati a vederlo in un nuovo cinema aperto da 8-10 giorni. E' la classica struttura con cinema multisala e altri locali annessi, in questo caso una sala giochi, una steak-house, una pista di pattinaggio all'aperto e una mega palestra (che deve ancora aprire). E ora iniziamo con le delusioni.
Prima delusione il film. Carino, confezionato bene, buona fotografia. Fine.
Intanto qualcuno mi deve spiegare il perchè del titolo in lingua inglese. Il film è spagnolo, il titolo originale è "El Orfanato", viene proiettato in Italia e ci vai a mettere un titolo in inglese? Perchè? farà più figo? anzi scusate, "cool"?
Comunque, la delusione è nella trama, già vista, ricorda nelle linee guida un altro film (tra l'altro neanche quello bello), "Silent Hill", però qui è tutto più tranquillo.
C'è la mamma, che è in ansia già dalla prima scena. Il bimbo pessimista, brutta copia di quello di "The Ring". Il padre, che è la summa del bamboccione inutile: non c'è mai quando serve, se c'è dorme, non ha un filo di spina dorsale. E poi, comunque, basta co' 'sti bambini cattivi, inventiamoci qualcos'altro per favore!
E passiamo alla seconda delusione, la struttura. E' possibile, dico io, che in un cinema aperto da 10 giorni l'insonorizzazione non esista? Io sono andato a vedere un film horror, che presuppone silenzio per potersi gustare le scene di suspence e terrore. Bene. Invece per tutta la durata del film mi sono dovuto sorbire la musica divertente e scanzonata che proveniva dalla sala accanto dove proiettavano "La Fidanzata di Papà"!!! Non è possibile!
E poi, l'unica cosa che mi ha fatto tremare (visto che nel film di suspence ce n'era poca e per di più disturbata dal clima di Miami dell'altra sala) è stato il freddo che ho sentito. Siamo a fine novembre, fuori fa un freddo che non ti dico, lo vogliamo accendere il riscaldamento?
Per finire in bellezza, noi e gli altri spettatori siamo usciti da dove eravamo entrati, cioè dalla porta in alto. In realtà si sarebbe dovuto uscire da quella in basso, ma mancanza di indicazioni e di personale non lo hanno permesso. E così usciti al piano superiore, sembrava di vedere una scena di un film comico (d'altronde in un cinema...) con tutto il gruppo che andava avanti e indietro cercando l'uscita... e meno male che a nessuno è venuta l'idea di entrare in qualche altra sala (con le porte aperte) e vedersi così un film a sbafo...
Il giorno dopo, non contenti evidentemente, siamo tornati sul luogo del misfatto; questa volta per berci qualcosa e nel contempo, vedere la steak-house. In pratica è un ristorante/pub dove servono hamburger o bistecche con patatine fritte, arredato in stile vecchio west. Domenica pomeriggio, parcheggio pieno, pista di pattinaggio piena, sala giochi piena. Naturale, è la seconda domenica di apertura, le gente è attirata dalla novità. Entriamo nel pub, ci sediamo, leggiamo il menù e alla fine scegliamo di prendere due cioccolate calde (fuori fa un freddo...). La cameriera: "Mi spiace, abbiamo finito il latte, se volete vi porto del tè."
Resto un po' perplesso. Non faccio in tempo a realizzare, che dal tavolo accanto 4 ragazzi ordinano degli aperitivi, dei Sanbitter. E un'altra cameriera risponde: "Mi spiace, non ci sono, abbiamo l'aperitivo della casa."
Non sono più perplesso, sono basìto.
Ma come, hai aperto da nemmeno 10 giorni, sei alla seconda domenica e alle 18 hai finito latte e aperitivi? ma cosa facevi prima di fare il ristoratore? cosa fai, compri le cose per 4 amici che vengono a casa?... bah...
Ci siamo alzati e siamo andati a prendere la cioccolata calda in un altro locale.
Insomma un cinema dove risparmiano sull'insonorizzazione e il riscaldamento, un ristorante/pub dove risparmiano sui rifornimenti... che i proprietari abbiano, come si dice, le braccine corte?

Buoni vini dall'Umbria

Piccolo spazio pubblicità :-))
Come ogni anno il negozio della Cantina Flavio Busti, situato a Strozzacapponi (PG), vi aspetta con le sue strenne natalizie, cassette, cesti e altre confezioni regalo, ma soprattutto con i suoi vini strepitosi. Potrete scegliere tra lo "sfuso", quindi bianco, rosso, grechetto, merlot, cabernet sauvignon, e il vino in bottiglia: Merlot IGT, Sangiovese IGT, Grechetto IGT, Castel Sant'Elena merlot, Brio del Vento bianco, Becco di Falco rosso. Inoltre troverete una spledida Grappa monovitigno da uve merlot.
Io ho già fatto una buona scorta, eheheh :-))

Alfa Montreal al Memorial Bisulli 2008


Il video, ripreso dal navigatore Andrea, di una prova speciale del Memorial Bisulli 2008, a Poggio Berni. L'auto è una Alfa Romeo Montreal del 1971, del mio amico Giacomo. Alla gara, che si è svolta a metà ottobre, ho partecipato anche io, come navigatore su una Mini 30th del 1989, del mio amico Federico.

venerdì 21 novembre 2008

IO, IO, IO...

Ho iniziato un corso di recitazione teatrale.
La prima cosa che hanno detto è che se pensiamo di essere troppo vecchi o troppo giovani per il teatro, non ci dobbiamo preoccupare, siamo comunque troppo vecchi, perchè andrebbe appreso da bambini. Benissimo, penso io, che nel gruppo sono il più "anziano", iniziamo bene...
Poi partiamo. L'insegnante, un bravissimo attore e regista, ci spiega che lui seguirà il Metodo Stanislavskij, immedesimarsi in quello che si fa. Il problema è immedesimarsi in cosa? infatti non esiste un'immedesimazione univoca, come ho scoperto. Esistono vari IO di cui appropiarsi. Si parte dall'IO dell'attore, e fin qui semplice: ci si ricrea un'emozione partendo dal proprio vissuto interiore, come dire, se devi provare paura, ricordati di quella volta che te la sei fatta quasi sotto...
Bene! ecco fatto ora sono pronto!... Wait! Calm down! non è così. A questo punto quando tu ti sei ricordato di quella volta che tua mamma ti ha abbandonato, tutto solo, in un boschetto non lontano dalla casa del nonno, e sei riuscito a ricreare tutta la paura che avevi avuto... arriva il secondo IO, quello dell'autore, che invece ha scritto una pièce dove il personaggio ha sì paura, ma per un motivo completamente diverso dal tuo: hai paura perchè temi di essere scelto per una missione di guerra.
Ok, ce la puoi fare, concentrati! In fondo devi solo tenerti la tua paura del bosco e applicarla al concetto di partire per la guerra! E vvvaai, benissimo, ecco che i due IO si sono uniti, ti sei immedesim... STOP! ... E adesso che c'è?? Acc... il terzo IO, quello del regista.
E qui son dolori, perchè il regista è sadico, vuole ambientare il tutto in un ambiente che non ti è familiare, non ti stimola ricordi e soprattutto non ti incute paura... e magari, come ci ricorda il nostro insegnante, recitando su una gamba sola.
Ecco, questi sono, in sintesi, i tre IO dell'immedesimazione.
Noi siamo ancora, per citare una mia ex-collega, "al caro amico", al principio, cioè stiamo incominciando a vedere l'IO dell'attore... e già si suda...

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