mercoledì 24 settembre 2008

La Celestina di Fernando de Rojas nella letteratura inglese: traduzioni ed esiti

Capitolo II
La fama
2.1 Il successo in Spagna
La Celestina ottenne successo a partire dagli stessi familiari di Rojas; infatti il suocero, durante il processo che subì da parte dell'Inquisizione nel 1525, propose come difensore suo genero, "el bachiller Rojas, que compuso a Melibea". Anni dopo, un nipote dello scrittore, quando studiava a Salamanca negli anni 1557-1562, era conosciuto con il soprannome di "El Celestina". D'altra parte nelle Relaciones Topogràficas ordinate da Filippo II e terminate tra il 1575 e il 1580 (si tratta forse della prima inchiesta statistica realizzata in Castiglia), alla domanda su "personas señaladas en letras, armas y en otras cosas", la risposta data dagli abitanti de La Puebla de Montalbàn fu chiara: "de la dicha villa fue natural el bachiller Rojas, que compuso a Celestina".
Aldilà di queste curiosità, benchè significative, è certo che la Celestina conobbe un incredibile successo: fu l'opera spagnola più editata nei secoli XVI e XVII. Esercitò quindi la sua influenza in modo quasi immediato sulla letteratura spagnola successiva. L'aragonese Pedro Manuel de Urrea pubblicava già nel 1513 la Égloga de la tragicomedia de Calisto y Melibea de prosa trobada en metro, e nel 1514 Penitencia de Amor, una curiosa integrazione del Càrcel de Amor e della Celestina.
Ci furono anche altre versificazioni, colloqui e romanzi celentineschi; si scrissero divertenti "disparates", come quello che inizia "En dança mil putas viejas / a modo de Celestina", testamenti di Celestina in versi, curiosità come Celestina la vieja en chistes o Celestina la graduada, opera dello strampalato personaggio Francisco de Orellana. Opere anonime di teatro, sempre del Cinquecento, si ispirarono direttamente a certi aspetti della Celestina: Hipòlita, Seraphina, Thebayda, o la Tragicomedia de Lisandro y Roselia o tercera Celestina, di Sancho de Muñòn, in cui la strega è addirittura la nipote di Celestina. Parlando di successioni o discendenze è interessante la Tragicomedia de Polidoro y Casandrina, anonima, dove la protagonista Corneja succede ad Elicia, che venne dopo Celestina, a cui insegnò Claudina. L'autore, senza dubbio, aveva letto bene la Celestina.
La figura della vecchia ruffiana esercitò un notevole influsso anche in tutta la tradizione posteriore: così nella Égloga de Plàcida y Victoriano, di Juan del Encina; nella Barca do Inferno di Gil Vicente; nella Himenea di Torres Naharro; in alcune novelle esemplari di Cervantes e nella Tìa fingida attribuita per un certo periodo allo stesso Cervantes; in diverse commedie di Lope de Vega oltre che, naturalmente, nella sua Dorotea. Una menzione particolare meritano la Segunda Celestina (1534) di Feliciano de Silva, famoso per essere uno dei continuatori dell'Amadis de Gaula,e la Lozana andaluza (1528) di Francisco Delicado. Una delle ultime "reincarnazioni" di Celestina come strega, la troviamo nella fattucchiera Celeste in La Razòn de la sinrazòn (1915) di Benito Pérez Galdòs. Certamente, si può dire che non sono stati Calisto e Melibea i personaggi dell'opera di Rojas che hanno avuto successo nella tradizione letteraria e culturale spagnola, bensì la vecchia Celestina.

Nessun commento:

COMING SOON

Video Detective Movie Previews

statistiche

flagcounter

free counters

whos.amung.us - visitor maps

page counter

Lettori / Readers