martedì 23 settembre 2008

La Romagna vista dalla barchetta...

Il raduno organizzato da Federico, Conte Rugi di Galciana, nella sua Romagna, è stato uno spasso. Oltre ad avere avuto l'opportunità di vedere posti nuovi, mangiare una quantità immonda di prelibatezze locali, mi sono anche divertito da matti.
Infatti, il programma originale del raduno, che Fede aveva avuto l'accortezza di fornirci in copia cartacea all'arrivo, è stato quasi completamente stravolto, un po' a causa del tempo inclemente, un po' per la fantasia e simpatia dei partecipanti, nonchè dell'organizzatore, che ovviamente non riusciva a stare dietro a tutti i 60 ospiti.
Infatti l'iniziale cocktail notturno sulla spiaggia è saltato causa maltempo, San Marino ci siamo andati la domenica invece che il sabato e in autodromo non siamo riusciti a girare. In compenso le visite ai punti cruciali e fondamentali di ogni raduno, e cioè i ristoranti, sono stati rispettate.
Da parte mia ho iniziato il raduno già dal venerdì sera, essendo arrivato nel pomeriggio, celebrando la cosa con una cena di pesce insieme al Conte Rugi, il Comandante Corallini, il Dott. Sirimarco e le loro gentili signore.
Qui il cameriere ci deve aver scambiato per un gruppo di sprovveduti turisti russi (i tedeschi non vengono più a Rimini, se girate un po' vedrete solo cartelli in cirillico) perchè ha provato subito a piazzarci quello che voleva lui: "Vi porto 4 menù completi da 50 euro e poi ve li dividete, va bene?". Per sua sfortuna l'abbiamo obbligato a portarci il listino dei piatti in menù per farci scegliere quello che volevamo, nonostante avesse mentito spudoratamente sull'inesistenza dei listini stessi.
Il sabato mattina il raduno è inizato come da tradizione: appuntamento per tutti alle 10:45 e partenza con clamoroso ritardo di un'ora sulla tabella di marcia.
Ci siamo così messi in marcia per San Leo, dove non ero mai stato. Gran bel paesino, davvero, merita una visita più accurata. A noi ci aspettavano per una visita guidata alla Rocca. Lì una severissima guida turistica, che parlava come Anna Marchesini quando interpretava la professoressa (cioè allungando la prima sillaba per permettere agli ascoltatori di capire meglio), ci ha mostrato le varie parti della Rocca di San Leo, famosa per essere stata una prigione papalina e soprattutto per aver annoverato tra i suoi "ospiti" Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro. Prima della visita, però tappa obbligata è stato il ristorante, dove oltre ad avere mangiato benissimo, ci siamo divertiti un sacco, grazie al ristoratore che sembrava lo zio di Paolo Cevoli (si somigliavano sia fisicamente che come tonalità e accento della voce). Grande oratore nel descriverci la composizione del menù che avremmo assaggiato, drastico nel non rispondere a richieste di coca-cola al posto del vino.
Nel pomeriggio siamo poi rientrati a Rimini, in tempo per vedere l'arrivo delle ultime auto partecipanti al Gran Premio Nuvolari, auto che dopo una splendida cena a buffet (lasagne, tagliatelle, maialino, dolci, ecc.), siamo andati a rivedere, per poi accomodarci sulle sedie di un Caffè per bere qualcosa.
Ma è la domenica che il programma è stato stravolto di più. L'ordine era di essere in auto alle 9:30. E a quell'ora a dire il vero c'eravamo quasi tutti, tranne un paio di equipaggi che avevano evidentemente capito di essere a tavola per colazione alle 9:30. Così siamo partiti di nuovo in ritardo, per San Marino. E lì, complice il fatto che qualcuno non ha rispettato la sosta agli incroci per indicare la strada (è un metodo particolare che usiamo per non perderci), mezzo gruppo si è perso sulle vie del Monte Titano. Risultato è stato che mentre io avevo appena messo 1 euro per la sosta gli altri se ne stavano già ritornando verso Misano.
Comunque anche stavolta più o meno siamo riusciti a ricreare il gruppo (ehm, a dire il vero 3 o 4 auto e rispettivi equipaggi, le abbiamo lasciate a San Marino) e ad arrivare all'autodromo con la solita oretta di ritardo. Purtroppo qui, invece che Siegfried Stohr come da programma, ad attenderci c'era una tipa in Smart, a metà tra la Frau Blücher di Frankenstein Junior (per la severità) e la Stefania Nobile figlia di Vanna Marchi (per l'aspetto), che in pochi minuti spiega al nostro organizzatore che non ci avrebbe fatto girare in pista. Per mitigare la delusione decidiamo con la supervisione di "Skeletro" (mitico barchettista e grande amico) di mettere le barchette in parata cromatica. Dopodichè tutti a pranzo in un posto molto singolare, situato in aperta campagna romagnola. Infatti appena scesi dalle auto una cameriera ci fà:"Benvenuti, vi ho sistemato nelle stalle, vi va bene?". E non scherzava minimamente. Infatti le sale del ristorante sono ricavate per metà dentro delle stalle ristrutturate e per l'altra metà in un vecchio vagone ferroviario. E siccome i luoghi sono piccoli, chi arriva tardi mangia fuori, all'aperto... Per citare Montesano quando faceva la romantica signora inglese, "Pittoresco, molto pittoresco".
E anche qui grande abbuffata.
Grazie Federico.

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